Visualizzazione post con etichetta MACSE italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MACSE italia. Mostra tutti i post

lunedì 2 giugno 2014

V Congresso Nazionale MACSE Italia - 25 ottobre 2014

logo MACSE Italia
V Congresso Nazionale di MACSE Italia
con il patrocinio del
Gruppo 24 ore
sabato 25 Ottobre 2014
Harbour Club a Milano
Harbour Club
AGENDA
09.30 - 13.00-Migliorare la propria employability
Relatore Antonio Messina
13.00 - 14.00-Lunch
14.00 - 14.30-Assemblea Nazionale - riservata alle associate
14.30 - 17.30-La stigmergia
Relatore Claudio Achilli
Il congresso è aperto anche alle non associate di MACSE Italia

Sessione della mattina - euro 65
Sessione del pomeriggio - euro 65
Intera giornata (lunch incluso) - euro 105

Per informazioni: congresso2014@macseitalia.it
Migliorare la propria employability
"Oggi probabilmente non esiste più l'impiego per tutta la vita, ma deve esistere la capacità di essere sempre impiegabili nel corso della propria vita professionale"

So rispondere con efficacia ai bisogni della mia azienda?
Cosa sto facendo per assicurare continuità alla mia capacità di essere impiegabile nelle aziende sia oggi che domani?
employability
Se io fossi nei panni dell'azienda in cui lavoro, continuerei anche domani a comprare la mia professionalità e perché proprio la mia e non quella di qualche altra persona?

L'employability è la capacità di trovare o ritrovare un impiego in linea con le proprie
 competenze e aspirazioni, oppure di mantenerlo o di trovarne uno nuovo e migliore.
E' interesse di ogni persona coltivare l'employability nel quotidiano, attraverso un processo di pianificazione, monitoraggio e sviluppo della stessa.
Limitarsi a considerarla solo e quando è a rischio il posto di lavoro è riduttivo e meno efficace.
Migliorare la propria employability è un processo che chiunque può mettere in pratica con metodo e volontà.
Antonio MessinaAntonio Messina
Leader ispiratore delle risorse umane e Scopritore di persone HR
La Stigmergia

La stigmergia è un metodo di comunicazione utilizzato nei sistemi decentralizzati col quale gli individui del sistema comunicano fra loro modificando l'ambiente circostante.
stigmergiaLa stigmergia è dimostrata anche su internet dove gli utilizzatori comunicano uno con l'altro lasciando messaggi in un ambiente condiviso.

Segni, traccie, crepe relazionali
 •  Condividere idee, emozioni, stati d'animo
 •  Cogliere il fluire delle energie
 •  Sentirsi parte di una realtà (azienda-gruppo)
 •  Condividere una cultura comune, una identità definita
 •  Lasciare traccie emotive negli altri
 •  Giocare un ruolo attivo/proattivo nelle relazioni
 •  Essere giver o taker? Questo il dilemma 

Claudio Achilli

Toscano di Sansepolcro, attraversa negli anni il mondo del lavoro in contesti nazionali ed internazionali, interpretando ruoli diversi.
Da selezionatore a gestore risorse umane, da consulente aziendale a formatore/coach.
Al centro la relazione con le persone.
I corto circuiti emotivo-relazionali stimolano la sua vitalità. 

venerdì 24 gennaio 2014

Volete farvi notare?

Se state cercando dei modi per emergere e farvi notare in mezzo alla marea di candidate alla ricerca di un lavoro, continuate a leggere.
Il Programma di Certificazione della Manager Assistant (M.A.C.) è quello che vi serve per mettere in evidenza le vostre capacità professionali e l’esperienza che avete accumulato nella vostra carriera.     
A chi è certificata M.A.C. vengono riconosciute competenze sia nell’ambito delle hard skill che in quello delle soft skill grazie a un percorso formativo di crescita e sviluppo che inizia e termina con un esame.
Seguendo il programma potrete migliorare le vostre qualifiche professionali, accrescere le competenze e conoscenze e aumentare la vostra autostima affrontando e superando con successo gli esami.
Tramite il Programma M.A.C. è inoltre possibile ottenere il Professional Administrative Certificate of Excellence - ASAP's PACE Program, seguendo un numero limitato di corsi on-line in inglese.

 
La Certificazione M.A.C.  attesta che la Manager Assistant certificata ha un’eccellente capacità di gestire e organizzare una segreteria di direzione, una preparazione adeguata nell’utilizzo del pacchetto Microsoft Office, buone basi di amministrazione e contabilità e in modo particolare, che è perfettamente in grado di comunicare ed interfacciarsi con tutti i livelli dell’organizzazione di cui fa parte, come alter ego del suo manager, creando e coltivando ottime relazioni con i superiori e i colleghi.
L’esame d’ingresso al Programma M.A.C. è basato sulle conoscenze e competenze acquisite dalla Manager Assistant nella carriera professionale; durante il percorso le Manager Assistant seguono corsi di formazione per migliorare le aree in cui sentono di dover crescere e alla fine, sostengono un ultimo esame che certifica quello che hanno appreso e gli obiettivi raggiunti.
Quindi cosa aspettate!!! Certificatevi M.A.C.!!!!
 

giovedì 26 dicembre 2013

Collaboriamo per un eccezionale 2014 – IYOTSA, International Year Of The Secretary and Administrative Assistant


Il 2013 è quasi terminato e siamo pronte per affrontare il nuovo anno e tutte le sfide che ci aspettano.

Qualunque sia il tuo luogo di lavoro, c’è sempre una preparatissima assistente che si occupa di gestire dettagli organizzativi, progetti, ogni sorta di problema che nessun altro sarebbe in grado di risolvere.

La frase che mi segue dappertutto, in qualsiasi contesto lavorativo da ormai 20 anni a questa parte è: “tu che sai tutto”...

Quindi mentre ci godiamo le meritate vacanze dopo la follia pre-natalizia che si ripete con le stesse consuetudini ogni anno, è importante che riflettiamo su che cosa vogliamo ottenere nel 2014.

Se siete persone che sono abituate a lavorare in team con altre o se non vi è mai capitato di farlo ma è una cosa che vorreste sperimentare una volta nella vostra vita professionale, sarete sicuramente interessate a unirvi a noi di IYOTSA.

Sono venuta a conoscenza di questa iniziativa all’inizio del 2013 quando dal Sud Africa sono stata contattata da Ana-Maria Valente (http://whoswho.co.za/ana-maria-valente-8408) che mi ha scritto per illustrarmi l’iniziativa.

Ana-Maria Valente

 
Lucy Brazier
In seguito sia tramite LinkedIn che Facebook la notizia è stata comunicata a livello mondiale e nello scorso ottobre MACSE Italia è stata designata “Ambasciatrice per l’Italia” da Lucy Brazier che tramite la rivista Executive Secretary Magazine (www.executivesecretary.com) sta contribuendo in modo importante a far conoscere IYOTSA 2014 utilizzando la rivista come Global Brand Ambassador.

 
 

domenica 15 dicembre 2013

Advice for Manager Assistants to Get What They Deserve

 
 
Advice for Manager Assistants often sounds contradictory: State your position, but not too strongly… Be assertive, but be sure not to offend others… It's good to be proactive, but not too much… Do this, but do not overstate… Just be perfect, all right? This is the biggest challenge we have to face in our profession - a Manager Assistant must demonstrate strong leadership characteristics to be a good one, but behaviors usually accepted for other roles are often negatively perceived in ours. Hence the daunting advice of "do a bit of this, but not too much."
Colleagues of my association frequently complain to me about this double standard. "My manager told me I needed to be more proactive, but then he told me I'd better stay in my place." "If another colleague had done what I did, he wouldn't have been criticized for it." "I asked for a raise, and they said I was being too aggressive." Others, afraid, say to me, "I can't ask anything for me," and I say back, "And you should, if you think you deserve it."

The stereotypical Manager Assistant is still considered as an out-of-fashion secretary who makes photocopies and serves coffee: this is not acceptable anymore. In my observation, successful Manager Assistants in the workplace are usually using behaviors that are self-confident and assertive; they are not overly feminine, nor do they demonstrate overtly masculine or offensive behaviors, but they do not give way if they think they are right. At the end of the day, if we like our jobs and don't want to quit, what can we do?

First, let's listen to the criticisms of my colleagues made by co-workers and bosses: "She's too stiff. She doesn't hang out with us. She says she has too much to do. She's too emotional." And the kicker: "She lacks self-confidence."

Ah, ah, I can't imagine why! But these are important insights. Some Manager Assistants are so uncomfortable at work that they treat colleagues as the enemy and are unfriendly, even hostile. They hide behind formal emails and only interact with their colleagues when necessary, because, they say, they do not want any extra workload.

Now, let's look at some alternatives. I recommend building informal collegial relationships with your colleagues, but always keeping in mind that there is a subtle line not to be crossed; it is what I call the "line of respect". You may be the first Manager Assistant they've had that kind of relationship with, so proceed thoughtfully. It takes time and effort, but it is usually possible and almost always worthwhile. I suggest spending time with them: drop by their offices, call them on the phone, engage in information exchange, and be helpful when you can; in other words, build a professional relationship. You may have to make the first move, but if you keep your interactions professional, your colleagues will not misinterpret your friendliness as a suggestion for a date.
If you work in a male environment, try to become part of informal conversations in the hallway, before and after meetings, or at lunch. You may need to learn a bit about football or cars, but you don't have to become an expert to participate. With your female colleagues it should be easier to find common conversational subjects. Observe your specific colleagues and look for positive ways to interact with them. Then you won't feel like an alien, and your co-workers won't treat you like one. Consider participating in their activities outside of work too, but be careful to keep your behavior businesslike (eg you're not obliged to close down the pub!).

As they get to know you, your relationship can become more easygoing, natural and genuine. You will be more confident, and also your managers will feel more comfortable providing useful feedback that will help you improve. Work becomes more rewarding, not to mention more fun.

Being part of the network also positions you for information, potential assignments and sponsorships. We know perfectly well that very often our bosses don't promote us or give us salary increases, simply because they don't know what we really do. Make sure they know all about you. There's a tangible payoff in terms of rewards and compensation but, importantly, it also builds trust.

Relationships built on trust are sturdy and can endure a blow or two. Trust provides flexibility because your boss will give you the benefit of the doubt if your behavior surprises him. That can be extraordinarily beneficial when you want to take on more responsibilities and challenges.
Learn to appreciate the opportunity you have been given, open yourself up to the moment. Open your eyes and ears. Slow down. Make silent observations about what is around you. Listen. Concentrate on the moment. Focus on conversations. Set yourself the practical challenge of learning important details and you will see that things, even slowly, will change and, in the end, you will get what you deserve.
 
 
by Mariachiara Novati on 2 December,2013

giovedì 28 novembre 2013

INTERNATIONAL YEAR OF THE SECRETARY AND ASSISTANT 2014



INTERNATIONAL YEAR OF THE SECRETARY AND ASSISTANT 2014
WE NEED YOU TO GET INVOLVED!

 IYOTSA
 
Want to know...

How we are going to try to change the world for you in the next 12 months?
Who is involved?
What the vision is?
Why it's important?
What the IYOTSA Charter is?

And most importantly how you and your company can get involved?

We need your help whether you are part of an Association, run a networking group, or are an individual Assistant who would like your company to understand what you actually do and how best to work with you.

Join #adminchat later today to find out about the International Year of the Secretary & Assistant 14, which kicks off in January and could change perceptions of the Assistant role across the world.

6pm GMT, 7pm CET, 1pm EST, 10am PST for LIVE online discussion.

Just sign in using your Twitter handle at www.twubs.com/adminchat

If you can't attend today or hate Twitter, but would like more information and details as to how you can get involved, please email me at lbrazier@executivesecretary.com and I will send you our information pack.

lunedì 19 agosto 2013

E' un problema di età, di soldi o di paura di non sapere gestire le persone sicure di sé?


Chi segue questo blog da un po' sa che io adoro fare esperimenti.

L'ultimo è stato monitorare il mio profilo contemporaneamente ad altri di colleghe più giovani con circa le mie stesse competenze, ma meno anni di esperienza e meno titoli di studio.

Il risultato è stato che uno di questi profili junior, con il mio stesso background ha ricevuto negli ultimi mesi 3 proposte di lavoro sia in Italia che all'estero.

La sottoscritta invece non è mai stata neanche contattata.

Sono troppo vecchia?

Qualcuno pensa che io costi troppo? a priori, visto che non dichiaro pubblicamente il mio stipendio.

O forse hanno paura di non essere in grado di gestire un rapporto con una persona che conosce molto bene il lavoro e che sa il fatto suo?

Si tratta comunque di discriminazione in tutti e tre i casi.

Mi consola che, anche se raramente, incontro ancora persone che la pensano diversamente, infatti per il ruolo che sto ricoprendo ora (contratto a termine) sono stata scelta grazie all'età e all'esperienza accumulata. La persona con cui lavoro cercava un'assistente che fosse autonoma, indipendente, capace di inserirsi nel contesto aziendale velocemente e che capisse le logiche e le politiche di una multinazionale.

Senza nulla togliere alle colleghe di 30 anni, queste caratteristiche si riscontrano in persona che hanno almeno 15 anni di esperienza vissuta in più contesti, possibilmente anche internazionali (se poi c’è anche un'esperienza di lavoro all'estero, ancora meglio).

In un recente scambio di mail con alcune colleghe più giovani mi sono trovata a dover discutere di alcune attività che sono alla base del lavoro dell'assistente e che a quanto pare io davo per scontate, ma così scontate non sono.

Una per tutte il fatto di dover sempre rispondere a tutte le mail che si ricevono, anche solo con un "no grazie" sia per dovere professionale che per educazione.

Il mio punto di vista è stato pesantemente contestato, sia a livello personale (pare che non sia necessario rispondere alle comunicazioni che si ricevono anche quando una risposta è chiaramente richiesta), sia a livello professionale – e a questo punto mi chiedo se i loro responsabili sono al corrente di tale comportamento.

Sono stata tacciata di non stare al passo con i tempi, in quanto attualmente non sembra più un dovere rispondere alle mail e di essere una che non ha niente da fare in ufficio, dato che trovo sempre il modo di rispondere a tutti.

giovedì 8 agosto 2013

Perchè far parte di MACSE Italia


Quest’anno sono Manager Assistant esattamente da 20 anni.

In venti anni e molte esperienze in aziende diversissime tra loro ho avuto rare opportunità di trovare e seguire corsi di formazione progettati e studiati in modo specifico per il ruolo, non parliamo di programmi di mentoring e incontri di networking.

Mi sono sempre sentita molto sola e in una specie di isolamento ovattato di cui nessuno parlava, spesso tenuta a distanza per via degli stretti contatti con il capo a volte “ricercata” come via facilitatrice alla sua benevolenza. Cominciavo a sentirmi una sorta di “isola” lontana da tutti.

Quando questa situazione diventò intollerabile, cominciai a cercare altre colleghe. Con mia grande sorpresa e sgomento trovarle era quasi impossibile ed anche se era evidente che c’erano molte altre "isole” là fuori, stava solo a me trovarle.

In breve diventò la mia missione trovare e mettere in contatto queste persone speciali e fornire loro un mezzo tramite cui potessero sostenersi a vicenda e lavorare insieme per diventare eccellenti nel loro ruolo cruciale di assistenti.

MACSE Italia è nata nei primi mesi del 2010 e continua a crescere ogni anno con nuove associate.

In più abbiamo un network di “followers” di circa 2500 assistenti che ricevono la nostra newsletter e fanno parte del nostro gruppo su LinkedIn – Manager Assistant Career & Skills Empowerment.

Questo grande successo è dovuto ai valori fondamentali che sono alla base dell’associazione e alla promessa di costruire finalmente qualcosa di speciale - un'organizzazione dedicata alle esigenze e alle necessità delle Manager Assistant basata sulla condivisione, sul rispetto e sull’integrità, qualità che fanno la differenza, lasciando inevitabilmente un'impronta su ognuna delle associate.

Questa visione è stata realizzata con il supporto e grazie alla convinzione di un gruppo di colleghe davvero notevoli. La nostra vision & mission è una responsabilità, un onore e un privilegio che vogliamo far conoscere a tutte le colleghe, ma anche se MACSE Italia è aperta a tutte le assistenti, non è adatta a tutte.

MACSE Italia è un’associazione esclusiva e siamo fiere di avere tra di noi le assistenti più motivati e dotate di curiosità intellettuale, oltre che di una fortissima voglia di crescere ed evolversi nel ruolo.
Il nostro obiettivo finale è quello di essere il centro di interesse e di ispirazione per chi è già è assistente e per chi vuole diventarlo.

Vogliamo migliorare la qualità delle performance e aumentare il valore del ruolo di tutte le assistenti italiane attraverso il rafforzamento delle competenze e lo sviluppo delle relazioni raggiungendo l'eccellenza delle prestazioni professionali.

Raggiungiamo costantemente questo obiettivo, fornendo programmi di formazione, incontri serali di networking e studio, un Programma di Mentoring e Coaching e il Programma di Knowledge Sharing – unico nel suo genere.

Oltre ad avere accesso a un gruppo eccezionale di colleghe tramite la rete, durante tutto l'anno i nostri membri hanno numerose occasioni per riunirsi, conoscersi personalmente, ispirandosi e eccellendo nel ruolo.

E non dimentichiamo il Congresso Nazionale che ogni anno offre l’opportunità a tutte le associate di incontrarsi e approfondire lo scambio e la conoscenza.

MACSE Italia alle partecipanti l'accesso esclusivo a documenti di best practice e strumenti di sviluppo personale. Preparatevi a immergervi in un’intensa attività di continuo miglioramento attraverso seminari, laboratori interattivi, dibattiti interessanti che vi aiuteranno a migliorare considerevolmente la vostra routine quotidiana.

Un gruppo di assistenti di livello senior è sempre disponibile ad affrontare i temi più pressanti, affiancando chi ne ha necessità nelle prove più difficili, preparandole alle sfide future.

Infine da quest’anno abbiamo lanciato M.A.C. – Manager Assistant Certificata.
Il percorso M.A.C. facilita e supporta la Manager Assistant nell'apprendimento di best practice e protocolli così da poter lavorare sia nel settore privato che nel pubblico offrendo un elevata qualità di servizio.

Si tratta di una importante qualifica che fornisce le competenze necessarie per accedere ad un percorso professionale di alto livello preparando la Manager Assistant a lavorare in ambienti di ogni genere.



giovedì 1 agosto 2013

Le ragioni per cui si deve rispondere sempre alle mail ricevute.


Sembra che ci sia una nuova moda che sta dilagando, trovando sempre più adesioni tra le persone che conosco.

Non sto parlando di fashion e nemmeno di cucina, ma di comunicazione, una delle parole più usate e abusate degli ultimi anni. Tutti vogliono occuparsene, tutti sono comunicatori, tutti sono affiancati nella loro quotidianità da tecnologie che dovrebbero facilitarla. Dal mio punto di vista, pochi sono quelli che sanno davvero comunicare e sempre più spesso, dato che tutti invece pensano di saperlo fare, si ottiene il risultato opposto: non si comunica. Tutto ciò ha aperto la strada a una nuova moda che spero sia solo una moda passeggera e che, secondo quanto elencato ne “I nostri valori” http://www.macseitalia.it/whos/mission_vision.asp esula da comportamenti professionali:

NON RISPONDERE ALLE MAIL

Ogni giorno, in Italia girano più di 350 mln di mail. Un’infinità. E’ come se ognuno di noi, compreso chi la mail non la usa, i bambini e gli analfabeti digitali, ne spedisse sei al giorno. Io per lavoro ne spedisco almeno 50, e per ragioni personali almeno un paio.

Vi sono però diversi tipi di mail: quelle di lavoro, con importanti allegati, dati specifici, elementi spesso fondamentali per svolgere quotidianamente la propria professione. Poi ci sono quelle personali, con inviti semiufficiali a feste o matrimoni, auguri di Natale e ricorrenze, lettere d’amore o dichiarazioni d’odio, resoconti sull’ultimo museo visto o la prossima vacanza progettata. Infine quelle pubblicitarie, spam e phishing che intasano la nostra casella.

Tra queste 350 milioni di mail vi sono anche mail con richieste specifiche. Mail dalle quali ci si aspetta una risposta, spesso importante. Si tratta di mail inviate generalmente a persone che si conoscono e per le quali ci si aspetta un riscontro.

Sono però mail che spesso non sono lette e cui non segue una risposta, anche quando la richiesta di rispondere è esplicita. (Vi prego di rispondermi, anche con un semplice NO, per consentirmi di procedere con qualche eventuale altro interlocutore).

All’inizio non ricevendo risposta ho pensato che chi sta dall’altra parte, chi le riceve e poi non risponde, forse non si è mai trovato nei panni di chi propone, di chi cerca di accendere dell’interesse su argomenti specifici e dedicati a chi riceve la comunicazione (non mando mai mail che non siano targettizzate).

Poi, mentre io perdevo tempo e risorse, i miei progetti si bloccavano e fallivano ho cominciato a pensare che le mie mail fossero ferme da qualche parte, in un recipiente intasato per noncuranza o che ci fosse una totale mancanza di curiosità intellettuale da parte del ricevente. E mi sono chiesta a cosa serva la tecnologia e tutti gli strumenti che oggi abbiamo per poterle leggere in qualsiasi punto ci si trovi. Più si moltiplicano questi supporti, più riscontro una difficoltà a comunicare attraverso questo (ancora straordinario) strumento.

Ogni volta che ho un’idea per migliorare e accrescere le nostre competenze, la studio, la butto giù sotto forma di progetto e la invio, nella speranza di ottenere un riscontro, cosa ottengo? Il nulla, la non risposta.

Ora mi chiedo, anzi vi chiedo. Anche voi vi sentite vittime di questo buco nero? E se invece ne foste gli artefici, potreste spiegarmi perché lo fate, o meglio, potreste suggerirmi come procedere? Magari è solo una questione di forma.

Noi di MACSE Italia oltre che alla sostanza, teniamo molto anche alla forma, perché è l’educazione che ci distingue dagli animali, è la tanto maltrattata “forma” che ci permette di vivere in un modo ancora civile.

Se non rispettassimo la “forma”, ci troveremmo in breve tempo senza regole e nell’anarchia totale.

Le mie regole:

Rispondere sempre alla prima mail che ricevo, anche solo con un semplice sì o un no, grazie.

Perchè?

1.      Non si può mai sapere a priori cosa ci viene proposto.

2.      Leggerla e ragionarci sopra, formulando una risposta ci può aprire orizzonti  sconosciuti.

3.      Ogni momento della nostra giornata può offrirci interessanti opportunità di crescita e perderne anche solo una sarebbe un vero peccato.

4.      E’ semplicemente buona educazione.

venerdì 12 luglio 2013

Resilienza, la "parola" di moda da quest'anno o una vera e propria capacità?


Il termine "resilienza" proviene dalla metallurgia: indica, nella tecnologia metallurgica, la capacità di un metallo di resistere alle forze che vi vengono applicate.

Per un metallo la resilienza rappresenta il contrario della fragilità.

In ambito psicologico la persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile.

Etimologicamente “resilienza” deriva dal latino "resalio", iterativo di "salio".

Si può pensare a un collegamento tra il significato di "resalio", che ha tra i suoi significati anche l’azione di risalire sull’imbarcazione capovolta dalla forza del mare, e l’attuale utilizzo in campo psicologico: entrambi i termini indicano l’atteggiamento di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.


Quindi la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi riorganizzando positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà.

La persona resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili:

·         è ottimista e tende a "leggere" gli eventi negativi come momentanei e circoscritti;

·         ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda;

·         è fortemente motivata a raggiungere gli obiettivi che si è prefissata;

·         tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia;

·         di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza;

·         ha infine la  capacità di ricostruirsi restando sensibile alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità e raggiungendo tuttavia mete importanti.
 

La resilienza è quindi la capacità che ci permette di perseguire i nostri obiettivi nonostante i continui “no”, le sconfitte, e gli inevitabili contrattempi della vita.

E’ la forza interiore che ci fa rialzare per la centesima volta, consapevoli che prima o poi raggiungeremo il nostro obiettivo, che ci permette di ristrutturare i fallimenti, considerandoli inevitabili tappe verso il successo.

Insomma, la resilienza viene durante e dopo i tuoi obiettivi: durante, quando devi attingere a tutte le tue risorse fisiche e mentali per fare quell’ultimo miglio che ti divide dal traguardo, dopo, quando devi affrontare una momentanea sconfitta, dimostrando di essere in grado di risollevarti.

giovedì 11 luglio 2013

La formazione on-line è utile?

I corsi on-line

I corsi on-line, hanno guadagnato enorme popolarità negli ultimi anni e in un prossimo futuro saranno sempre di più un’opportunità interessante in quanto questa tipologia di corsi può essere un modo, per chi cerca lavoro, per migliorare le competenze esistenti o imparare nuove abilità a costi accessibili. Inoltre questi corsi possono diventare un diversivo interessante per chi è alla ricerca di un lavoro, compito monotono, noioso e spesso frustrante.

Le lezioni online sono immediatamente disponibili a chiunque disponga di un personal computer, di un collegamento Internet veloce e di un po' di tempo a disposizione. Come già detto, i costi sono più che accessibili e, a volte, se ne possono trovare alcuni offerti gratuitamente. La ragione dei costi contenuti deriva dal fatto che questi corsi hanno spesso centinaia di partecipanti, e quindi non c'è la necessità di applicare tariffe come quelle dei corsi seguiti di persona che prevedono un numero massimo di iscritti, il costo dell’aula e del materiale didattico oltre che del formatore.

Sono quindi un ottimo modo e anche economico per imparare nuove abilità o rinfrescare le competenze esistenti e rendere più interessante per il mercato del lavoro il nostro curriculum vitae.

Cosa si può imparare?

I corsi coprono una vasta gamma di argomenti. Il formato on-line si presta bene a competenze tecniche, ma sono trattate anche una serie di tematiche legate alle “soft skills”.

La durata dei corsi varia, ma la maggior parte sono almeno un paio di sessioni dedicate a  un particolare argomento. Spesso agli studenti viene chiesto di completare un progetto in modo indipendente e alla fine viene rilasciato un certificato ma solamente se si completano tutte le assegnazioni e si seguono tutti i moduli in un periodo di tempo definito.

I formatori sono sempre qualificati e possono essere professionisti che lavorano in uno specifico ambito oppure relatori che hanno fatto della formazione il loro lavoro principale.

Sono sempre disponibili le biografie dei docenti e un riepilogo del corso che spiega sinteticamente cosa si va ad apprendere.

Perchè seguire un corso on-line?

Il mercato del lavoro è sempre più competitivo, e avere una base di competenze e conoscenze più ampia può fare la differenza tra voi e un altro candidato. Inoltre, il datore di lavoro può guardare con favore a un candidato che ha dimostrato iniziativa nell’acquisire nuove competenze nel corso di un periodo di disoccupazione o in preparazione di una transizione di carriera.

Infine, molti corsi on-line offrono opportunità di networking con gli altri studenti attraverso forum dedicati.

venerdì 28 giugno 2013

Le buone maniere e l’etichetta in ufficio


Le buone maniere sono fondamentali sul posto di lavoro.

Sapersi comportare correttamente e educatamente aiuta a migliorare i rapporti con i colleghi e anche, perché no? a fare carriera.

La capacità di saper stare a proprio agio in ogni tipo di situazione, personale professionale può essere un fattore decisivo nell’ottenere un lavoro, una promozione o un cambio di funzione all’interno della vostra azienda.
L’etichetta in ufficio

Come ho già detto essere in grado di confrontarsi con diversi interlocutori senza avere difficoltà e senza sentirsi in difetto è fondamentale nei rapporti di lavoro.

Qui di seguito alcuni suggerimenti su come comportarsi in modo educato e consono all’ambiente di lavoro.
La “vostra” etichetta
Anche se vi è sempre stato detto di non giudicare le persone dall’apparenza, sappiate che è quello che ognuno di noi fa quando vede un’altra persona per la prima volta.
Che vi piaccia o no, al primo incontro, l’essere umano “giudica” un altro essere umano in circa 10 secondi e senza che nessuno dei due abbia neanche proferito parola.
Quando incontrate qualcuno per la prima volta, cercate di essere sempre sorridenti e guardatelo negli occhi, quando vi date la mano, la stretta deve essere ferma – non stritolategli la mano, ma neanche dare una mano “molliccia” fa una buona impressione!
Presentatevi dicendo il vostro nome ed evitate di usare la comune formula “Piacere”, ma piuttosto preferite “Molto lieta di fare la sua conoscenza”, formula che mostra maggiore rispetto e educazione nei confronti di chi incontrate per la prima volta e che vi mantiene in confini formali e cortesi.
Etichetta telefonica
Ricordate che siete delle persone adulte e delle professioniste. Suonerie un po’ folli e sciocchine potevano andare bene finché non eravate nel mondo del lavoro, ma ora è il caso che le evitiate scegliendo qualcosa di più sobrio e che non disturbi chi vi sta intorno.

I cellulari non dovrebbero essere portati in riunione, è estremamente maleducato rispondere a una chiamata mentre si dovrebbe ascoltare un altro che parla. Se avete un’urgenza o aspettate una chiamata importante, informate chi partecipa all’incontro, in modo da evitare occhiatacce e disapprovazione in caso di squilli inaspettati. Scusatevi, chiudete velocemente la chiamata e tornate a rivolgere la vostra attenzione alla riunione. Se avete con voi il cellulare, mettetelo in modalità silenziosa e possibilmente lasciatelo nella borsa.

Anche i messaggini possono essere un ottimo metodo di comunicazione ma possono anche essere una grande distrazione se esagerate. Non messaggiate durante una riunione o peggio ancora durante una conversazione in cui siete coinvolte. Pensate come vi sentireste voi, se la persona con cui state parlando e da cui vi aspettate la massima attenzione, si facesse distrarre da sms e messaggistica istantanea di vario genere!
L’etichetta della mail

Ricordatevi che il vostro indirizzo di posta personale deve essere professionale e riconoscibile.
Quando scrivete una mail tenete presente che l’oggetto è fondamentale per far comprendere al destinatario l’importanza della vostra mail.

Firmate sempre con nome e cognome, il vostro ruolo e le informazioni necessarie a contattarvi e se avete un sito, inserite il link.

Salvo il caso in cui scriviate alla vostra migliore amica, non esprimetevi con espressioni gergali e ricordatevi di controllare sintassi, grammatica e punteggiatura.
Non utilizzate la mail per comunicare brutte notizie, in questi casi è meglio fare una telefonata.

Non rimproverate nessuno, non fate pettegolezzi e neppure diffondete notizie poco chiare o non certe, quello che scrivete resta per sempre. Se poi qualcuno inoltrasse la vostra mail a persone a cui non avreste mai voluto arrivasse l’informazione, sarebbe un vero disastro! E non usate MAI la funzione ccn (copia conoscenza nascosta) perché è molto spesso fonte di guai.
Mantenete le vostre mail brevi e professionali. Se la mail dovesse risultare troppo lunga è meglio allegare un file con le informazioni che il ricevente possa stampare e leggere con calma.

I social network

I datori di lavoro, anche i potenziali e futuri, i clienti e fornitori, usano i social media per scoprire più informazioni possibili sui loro impiegati e sui possibili partner.
Fate sempre attenzione a quello che pubblicate e se proprio volete esprimere un vostro parere, calcolate bene le conseguenze che potrebbe avere sul vostro futuro professionale e personale. Avrete sicuramente sentito di impiegati denunciati o licenziati, opportunità e occasioni perse per un commento stupido o avventato.

Non pubblicate mai niente che non vorreste mai vedere riportata da altri e messa in evidenza, ameno che non sia una notizia che davvero volete che circoli. Una volta messa on-line, sia che si tratti di una foto, di una storia, anche un solo un semplice commento, non potrete mai cancellarla! Non pubblicate le foto di altri senza autorizzazione e non “taggatele” con commenti inappropriati.

Tenete sempre presente che le persone intorno a voi vi apprezzeranno se saranno certe di avere a che fare con una persona serena ed equilibrate, quindi meglio un sorriso che un broncio! Anche se dentro di voi siete terrorizzate, non datelo a vedere. Se non siete sicure di qualcosa, chiedete. La conoscenza è potere e dà maggiore sicurezza. Restate sempre calme, composte e ferme sulle vostre posizioni e riuscirete a superare qualunque tipo di situazione per quanto terribile vi possa apparire.