Visualizzazione post con etichetta riqualificazione professionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riqualificazione professionale. Mostra tutti i post

martedì 19 febbraio 2013

PERCHE’ ESITONO ANCORA I FAX, PASSAGGIO GENERAZIONALE E LEADERSHIP FEMMINILE

Buongiorno, mi rivolgo a tutte le donne romane – perché per lavoro sono a Roma – sia a quelle che lavorano e a quelle che il lavoro lo hanno perso. E più in generale a tutti su LinkedIn, ovvio anche agli uomini, che abbiano voglia di ragionare un momento con me. Ho bisogno di conoscere ogni vostro singolo punto di vista sul seguente argomento che mi sta a cuore. Vi ringrazio con anticipo della vostra attenzione ed eventuale risposta.
 
Per uno dei lavori che conduco e per quella che è la mia esperienza, sto notando sempre di più quanto noi donne stiamo vivendo un momento di grande confronto/scontro con la cosiddetta “vita quotidiana”. Si, perché noto che è presente uno scoraggiamento, avvilimento, perdita di fiducia nelle proprie potenzialità. Spesso facciamo fatica in primis a riconoscerci e poi, di conseguenza, a sentirci riconosciuto il nostro operato dalle nostre famiglie e dalla società… e non solo come lavoratrici. In parte il dato è riconducibile al fatto che viviamo dell’associazione del ruolo femminile solo come “materno”. Non voglio fare la sociologa né la psicologa, mi chiedo se forse è anche un pochino colpa nostra se gli uomini si sentono “superiori” alle donne, perché quando sono bambini li viziamo un poco troppo e a volte li educhiamo come fossero dei “principi”: siamo vittime dell’eredità-donnechiocce che ci si ritorce contro?
Inoltre oggi il passaggio generazionale coinvolge anche la presenza femminile.
Una ricerca della Bocconi ci dice che dal 1990 al 2000 hanno assunto la guida della PMI di stampo familiare il 40% degli uomini e l’80% delle donne. Sta accadendo in tutti i ruoli aziendali chiave: proprietà, consiglio di amministrazione, vertice aziendale.
Questo accade spesso là dove la trasmissione delle quote è una scelta obbligata. Così sembra che nelle aziende familiari noi donne abbiamo spazio, e questo è un vantaggio, ma “per forza”.
Poi però capita che siamo le prime a ritagliarsi dei ruoli circoscritti, delle aree di comfort dove non applichiamo in toto la nostra fetta di responsabilità. Così la peculiarità di questo passaggio generazionale al femminile non è privo di una percezione del fenomeno come "anomalo" evidenziando, come dicevo, certi imprinting psicologici atavici.
Tuttavia, alcune di noi donne hanno una determinazione, motivazione e consapevolezza di sé molto forte e non considerano l'assumersi questa responsabilità come contraddittoria alla propria natura o "sbagliata".
Non sarebbe utile sostenere valorizzare i talenti femminili ed aiutarli anche nell'integrazione con i talenti maschili a qualsiasi livello possibile?
Perché quelle che invece vanno oltre e vedono oltre, perché sentono nelle proprie personali capacità una risorsa da usare e mettere a disposizione di tutti al 100% se la devono vedere con il confronto della leadership maschile? In realtà, noi come donne possediamo determinazione, decisione, grinta, autorevolezza e propensione al lavoro duro anche se in maniera certamente diversa dagli uomini, o no? Viviamo in un mondo in cui gli uomini decidono spesso e volentieri le sorti di intere società, governi, paesi; uomini che "scrivono la storia". E come dico sempre accanto a questi personaggi ci sono donne altrettanto grandi e forti.
Il fatto è proprio questo: il lavoro e qualsiasi opportunità non ci verrà a citofonare a casa. Mantenersi attive, ricettive e pronte è basilare. Un principio che Gandhi diffondeva era: “Devi essere il cambiamento che desideri vedere”. Quando le persone vogliono una cosa e ci credono davvero, troveranno il modo di farla diventare realtà. Spesso tante persone non credono il loro stesse e non si riconoscono per prime il valore di ciò che stanno facendo.
Che ne pensate?
Francesca Ferola
PS: esistono ancora i fax anche perché ci sono delle colleghe Segretarie che fanno a pugni con la tecnologia.
Mi è stato riportato il seguente fatto realmente accaduto.
Una Segretaria di Dirigenza ha ricevuto un’email con allegato e ha seguito le “nuove” direttive sulla qualità:
1) ha stampato email e allegato;
2) li ha spediti via fax con risposta all’interessato;
3) poi ha scansionato il tutto;
4) ha chiamato un collega per allegare il tutto all’email che voleva spedire in risposta (di nuovo).
Bastava fare inoltro! Aggiorniamoci ragazze!


mercoledì 14 novembre 2012

L'importanza della formazione continua.


Stiamo vivendo in una fase storica in cui ogni attività lavorativa richiede un sempre più rilevante contenuto intellettuale, un momento in cui la nostra crescita professionale richiede conoscenze e capacità, sia intese sia come hard skill che come soft skill, nuove e aggiornate.

Il continuo miglioramento delle conoscenze linguistiche, così come l’apprendimento di corrette modalità di comunicazione sono due esempi in cui, noi Manager Assistant, dobbiamo assolutamente  eccellere.

Oggi, molto di più che negli anni passati ci viene richiesto, oltre al “saper fare”, di "imparare a conoscere", "imparare ad essere" e di "imparare a vivere insieme agli altri".
E’ quindi evidente che è necessario che ci aiutiamo con delle attività formative e d’istruzione, come il percorso di studi classico, così come tramite interventi continui, flessibili e personalizzati di formazione.

La formazione professionale negli ultimi anni sta quindi assumendo un’importanza notevole, sia per le aziende, ma soprattutto per chi cerca lavoro, perchè offre la possibilità di apprendere nuove competenze, utili ai lavoratori, così come alle aziende.

L’importanza della formazione sta proprio nell’opportunità che offre: competenze che servono a migliorare la nostra situazione lavorativa. Le imprese oggi, infatti, sono alla ricerca di profili qualificati e specializzati e per questo motivo è strategicamente rilevante per rispondere alle nuove richieste del mercato, migliorare competenze e capacità per anticipare gli stessi cambiamenti e stare al passo con il mondo che cambia a velocità vertiginosa.

Lo strumento per sviluppare esperienza e apprendimento sono proprio i corsi di formazione professionale, che rendono possibile sia un orientamento al lavoro, quando ci si affaccia a ad una prima esperienza, sia l’acquisizione di capacità e abilità professionali in grado di soddisfare la nuova realtà lavorativa che ci circonda e con cui facciamo fatica a stare al passo.

In un contesto molto orientato alla competizione, anche con l’estero, non dimentichiamolo, in cui contano sempre di piu' le competenze specifiche e le capacità gestionali e relazionali, la formazione diventa uno strumento indispensabile di crescita professionale permanente.

Oggi stiamo imparando che il lavoro è sempre meno una promessa certa per noi, il contratto a tempo indeterminato un miraggio sempre più lontano, mentre la formazione, intesa come formazione lungo tutto l’arco della vita, puo' offrire nuovi modelli di riferimento e nuove opportunita' per i progetti di vita e di lavoro di ciascuna di noi.

MACSE Italia è il punto di riferimento per tutte le Manager Assistant nell’ambito della formazione qualificata e continua.

lunedì 27 agosto 2012

Master Part Time - Manager Assistant - Advanced program - Il Sole 24 ORE FORMAZIONE

MACSE Italia rinnova per la 3° volta la parteneship con Il Sole 24 Ore

A una associata di MACSE Italia è riservata una borsa di studio del 50%

OBIETTIVO
Manager Assistant - Advanced program è un percorso di specializzazione pensato per chi, all'interno di realtà aziendali, studi professionali o nella Pubblica amministrazione, ricopra il ruolo di Assistente di Direzione o di Office Manager da almeno quattro anni.
Si tratta in effetti di un profilo professionale sempre più evoluto dal punto di vista delle competenze richieste e delle mansioni ad esso affidate.
Il Master si pone come obiettivo l'approfondimento teorico e pratico delle competenze-chiave legate al ruolo: il miglioramento delle abilità relazionali e di negoziazione, la specializzazione in tema di Time management e gestione dello stress, la presa in esame di temi cruciali come l'organizzazione aziendale, la suddivisione delle cariche e responsabilità nel consiglio direttivo e di amministrazione.

PROGRAMMA
I Modulo: l'assistente di direzione: caratteristiche e competenze di un ruolo in evoluzione
II Modulo: organi,funzioni responsabilità in azienda. elementi di corporate governance
III Modulo: la comunicazione efficace
IV Modulo: leadership, negoziazione e personal branding
V Modulo: la gestione del tempo e dello stress organizzare e pianificare in modo efficace l'attività lavorativa
VI Modulo: organizzare un evento aziendale: dagli aspetti pratici al cerimoniale
VII Modulo: l'assistente di direzione nelle aziende multiculturali
VIII Modulo: testimonianze a confronto


DESTINATARI
Assitenti di Direzione e Office Manager che abbiano maturato un'esperienza lavorativa almeno quadriennale che intendano acquisire una specializzazione mirata per accrescere le proprie competenze in vista di opportunità di crescita professionale.

ASSEGNAZIONE BORSA DI STUDIO
24 ORE Formazione ed Eventi mette a disposizione una borsa di studio a copertura totale del costo di partecipazione per un/una giovane interessato/a a svolgere durante il Master di Specializzazione incarichi di tutorship ( gestione operativa dell'aula e monitoraggio sull'andamento delle lezioni ).
Il candidato ideale è un/una laureato/a, in possesso di buone capacità organizzative e doti relazionali. Costituirà titolo preferenziale l'avere maturato esperienze nel settore. Gli interessati possono inviare entro il 31/07/2012 il proprio Curriculum Vitae, completo di lettera di motivazione e fotografia, all'indirizzo e-mail ext.serena.mola@ilsole24ore.com.
In aggiunta a una associata di MACSE Italia è riservata una borsa di studio del 50%


SEDE
Il Master si terrà a Milano, presso la sede de Il sole 24 Ore, in Via Monte Rosa, 91

CONTATTI
Per ulteriori informazioni sul Master, contattare la referente, Serena Mola al numero, 02.3022.3229, oppure all'indirizo email: ext.serena.mola@ilsole24ore.com (segnalare se siete associate MACSE Italia).

domenica 5 febbraio 2012

Partnership MACSE Italia - Business School Il Sole 24 Ore

MACSE e MACSE Italia
Carissime,
a nome del Consiglio Direttivo, voglio ringraziare chi ha rinnovato la sua fiducia nella missione di MACSE Italia iscrivendosi per l'anno 2012.
Ricordo, a chi ancora non l'avesse fatto, che fino al 15 febbraio è possibile rinnovare l'iscrizione.
Siete comunque tutte invitate a partecipare al primo aperitivo della stagione che avrà luogo il 15 febbraio presso il Wood Bar dalle 19 alle 22 come da calendario.
Mariachiara
Quest’anno MACSE Italia ha rinnovato, dopo il successo riscosso nel 2011, una importantissima e prestigiosissima partnership a Milano e presto anche su Roma con
Business School Il Sole 24 Ore - Milano
L’11 maggio 2012 prenderà avvio la 2^ edizione dello Short Master Assistente di Direzione, un percorso di specializzazione in formula week-end che fornisce leLogo 24ore Business School
Locandina Short Master 24Ore Business School competenze organizzative e gestionali oltre a quelle relazionali e manageriali oggi indispensabili per ricoprire con successo il ruolo, grazie ad un approccio fortemente operativo e pragmatico.

Tutte le colleghe iscritte a MACSE Italia o che si iscriveranno all’associazione, (segui questo link per iscriverti ora) entro il 31 marzo 2012 e pagheranno contestualmente l’iscrizione al Master, secondo le modalità indicate in brochure, avranno l’opportunità di avere uno sconto del 15% sul prezzo indicato + IVA 20%.
Attenzione: inserire nel modulo di iscrizione al Master la mail fornita dall’associazione nome.cognome@macseitalia.it al fine di ottenere lo sconto.

Inoltre, tra tutte le partecipanti iscritte a MACSE Italia verrà scelta, dopo un esame del curriculm vitae e di un colloquio telefonico, da un Comitato creato appositamente, la più meritevole che riceverà una borsa di studio pari al 50% del costo del Master
(€ 2.700 + IVA 20%).

La comunicazione dell’assegnazione della borsa di studio verrà effettuata via e-mail entro il 5 aprile alla candidata individuata.

Scarica la brochure del Master.
linea divisoria

domenica 25 settembre 2011

Knowledge sharing a new frontier of learning

Being a Manager Assistant is a very demanding job and every day we have to face and solve different tasks.
In many countries there are schools we can attend to prepare ourselves to enter this profession and later we can follow courses and seminars. Some universities and business schools give us the possibility to get masters, too, but in my opinion the practice is the best way to learn.

The correct and more useful technique is learning from colleagues who have a deep experience in particular subjects and this is Knowledge Sharing.

Theoretically speaking, Knowledge Sharing is an activity through which knowledge (i.e. information, skills, or expertise) is exchanged among professionals, in this specific case Manager Assistants, and a system to increase the competitive power of organizations, to improve the efficiency through sharing, enhancing and increasing the Intellectual Capital, people, and the Intangible Asset.

In addition, Knowledge Sharing means interaction and exchange of information, experience and best practice to reach common objectives and obtain better results. Since the ’80 organizations have recognized that knowledge constitutes a valuable intangible asset for creating and sustaining competitive advantages.

As people/employees are the Intellectual Capital, Intangible Asset represents the maximum value and the best support to development and innovation.

The Intangible Asset is made of:
• Business relationship
• Human knowledge
• Work methodology
• Social relationship
• Specific Identity linked to the role

To enhance the Intangible Asset through Intellectual Capital means:
• Create innovation
• Attract and develop talents
• Transform information in knowledge

For this reason Knowledge Sharing is at the basis of Intangible Assets maximization, and to reach this maximization are necessary a correct strategy and a straight methodology supported by adequate equipment.

The path to follow is to obtain the best results through:
• Creating value making the individual knowledge available to all the members of the organization
• Using this new knowledge effectively
• Connecting the new knowledge to operations and processes
• Linking the new knowledge to business strategy

The sharing of knowledge constitutes a big challenge for networks and organizations because some people tend to resist sharing their knowledge with the rest of the organization, in fact one big obstacle is the common notion that knowledge is property and ownership, but shared knowledge offers different viewpoints and possible solutions to problems.

To promote knowledge sharing and remove knowledge sharing obstacles, the organizations/networks should encourage discovery and innovation.
At the end of this process the result will be the creation of a common organizational culture.

Until now organizations were our main reference, but the question is if it is possible to apply Knowledge Sharing to networks of people (i.e. associations of professionals) who have the same role in different organizations or companies.

I think this is possible and I am going to show you how.

The point is how to manage “knowledge” in continuous and fast evolution and in particular how to transfer it to people working in different environments and business fields.

The answer is: through training and the correct use of technology.

The process of Knowledge Sharing

The first thing is individuating people who have to share the knowledge and people who need to know.

This process can be developed using two different approaches, the first one is giving information knowing in advance the need of the final “client”, the second one is offering specialized and targeted training simple enough to become immediately best practice.

The first option is not useful for our network of Manager Assistants, because we do not know in details what they are expected to do, we cover so many different roles in companies, but the results of the second one are what I call “knowledge workers” able to manage the know-how learnt through training, applying it in office day life.

I want to underline an additional plus to this approach, in fact there are wider and important effects on the organizations, too, because the trained “knowledge workers” will apply this new philosophy to all the working backgrounds becoming an example for the colleagues and giving a positive push to the corporate culture.

Put in action, the training project should be organized in three different modules: theoretical (passing the basic information), practical (case history and exercises), technological (instructing to use the tools).

The development of this project could be divided in four phases:
1. Diagnostic analysis: to analyze the state of the art, to investigate the needs of the project and to delineate a macro-analysis of the requests.
2. Pilot phase: to create a project team working on the criticalities trying to solve them.
3. Implementation phase: considering the results of the Pilot phase, the team identifies the most important areas to be improved.
4. Final release: divided in “definitive launch” and “follow-up”

Looking at this path of development it is mandatory and essential to create among the participants a "Knowledge Sharing Culture" as part of this initiative.
An isolated knowledge program, like the one I am proposing, looked after by a privileged few is worthless and will not survive for long.
Only effective collaboration and communication among professionals which disseminates across the whole network structure will give the necessary boost.

In fact the change must start at the individual.

Every Manager Assistant has a sphere of influence along with their own individual knowledge, and this is where she must believe a knowledge sharing culture can begin.

To create a knowledge sharing culture it is necessary to encourage Manager Assistants to work together more effectively, to collaborate and to share - ultimately to make their knowledge more productive.

Even though Manager Assistants work in different companies it is possible to organize seminars, round tables, focus groups, because if the old paradigm was “knowledge is power”, today the situation is evolving and “sharing knowledge is power” such as knowledge sharing is in their personal interest .

If we all understand that sharing our knowledge helps to do our jobs more effectively, helps to retain our jobs, helps in our personal development and career progression, rewards us for getting things done and brings more personal recognition, then knowledge sharing will become a reality.

sabato 23 luglio 2011

II Congresso Nazionale di MACSE Italia

II Congresso Nazionale di MACSE Italia
14-15 Ottobre 2011 - Iscriviti entro il 31 agosto
Cusago - Hotel Mulino Grande
Hotel Mulino Grande
Programma
Venerdi’ 14 Ottobre
Ore 17.30 - Assemblea riservata alle Socie
Lucy Brazier chairman del II Congresso Nazionale di MACSE Italia
'I am delighted to have been invited to Chair this year's National Congress. MACSE Italia's ethos of bettering the knowledge and perception of the Administrative Profession in Italy is closely aligned with that of our magazine and as such we are currently conducting research in association with MACSE Italia on the assistant's job description and role. I shall be presenting the results at the congress and hope to be able to publish the resulting conversation later in the year together with a framework for career progression for all assistants. Bravo MACSE Italia for leading the way in discussing these issues'. (leggi in italiano)
Ore 21.00 - Cena di Gala
Ristorante Hotel Mulino Grande
Sabato 15 Ottobre
Ore 10.00 - Team building: "Let's put on a show" (Darrell Kirkman)
Le partecipanti avranno l'obiettivo di mettere in scena uno spettacolo teatrale.
La realizzazione di uno spettacolo, in questo contesto, diviene esempio e metafora dell’ambiente aziendale nella sua complessità, dove le partecipanti hanno la possibilità di mettere in atto modalità comportamentali e comunicative, sia per migliorare le proprie competenze, sia per interagire con gli altri e fare team.
Le partecipanti decidono il tipo di spettacolo, si accordano sulla sua durata, definisco i vari ruoli, ovvero chi di loro sarà il regista, il protagonista, il costumista, in modo da coprire tutte le figure principali di una vero e proprio spettacolo teatrale.
L’attività prevede vere e proprie esercitazioni e l’apprendimento di alcune tecniche teatrali. In un baule immaginario le partecipanti possono individuare, immaginandoli, vari oggetti e vestiti che possono utilizzare per ispirarsi e creare l'evento.
Le partecipanti, lavorando a livello di insieme-gruppo, imparano a delegare, ad avere fiducia, a prendere decisioni in un contesto di collettività e a restare unite, durante un percorso che può facilmente subire variazioni e che si viene formando su un terreno inusuale e soggetto a improvvisi cambi, dovuti ad interventi esterni.
Durante lo svolgimento della giornata prenderanno consapevolezza dell'importanza di mettere in secondo piano il proprio io al servizio del compito da svolgere.
Meeting Room
Riprodurre movimenti e sensazioni di persone diverse da se stesse, le metterà in situazioni psicologiche particolari e, tramite giochi teatrali, a cui parteciperanno nei diversi momenti di questo stage intensivo di teatro e di improvvisazione, potranno misurarsi e apprendere meglio quali sono le loro potenzialità.
Due sono le caratteristiche principali del lavoro che viene svolto: in primo luogo le partecipanti non partono solo da un testo, ma anche dalla loro mente dalla loro creatività, infatti lavorano proprio sull’uso del fantasia per creare improvvisazioni singole e di gruppo e inventare così un teatro dove è l’estro che comunica al pubblico e non il testo; in secondo luogo, ognuno diventa autore del proprio testo per cui le situazioni sono sempre diverse ed originali.
In conclusione di giornata tramite l’esercizio finale, vale a dire lo spettacolo, le partecipanti dovranno esprimere le motivazioni delle loro scelte, riflettendo collettivamente su di esse.
Darrell KirkmanDarrell Kirkman nasce come attore e cantante, attività che svolge ancora attualmente. Dopo essersi diplomato presso il conservatorio di Mannes a New York studia lingue straniere presso il Manhattan College.
In Italia lavora da molti anni come consulente nell’ambito della formazione aziendale presso alcuni dei più prestigiosi istituti privati e pubblici, nonché in aziende nazionali e multinazionali, ricoprendo ruoli quali coordinatore linguistico, direttore didattico, coach e docente per corsi di lingue e public speaking. E’ specializzato in particolare sulla tema della cultural diversity e dello sviluppo delle competenze manageriali tramite il team building.

venerdì 1 luglio 2011

LinkedIn: Siamo 525 Manager Assistant nel gruppo, ma io ho una lista di 636 colleghe che ho invitato e non si sono unite a noi.. Qualcuno ha una ragione da darmi?

Mariachiara NovatiSiamo 525 Manager Assistant nel gruppo, ma io ho una lista di 636 colleghe che ho invitato e non si sono unite a noi.. Qualcuno ha una ragione da darmi?

Anita Ferraro • non si sentono all'altezza di questa categoria. oppure non sei simpatica a loro. oppure si vergognano di fare questo mestiere.

Mariachiara Novati • Probabilmente non gli sono simpatica, ma se hanno accettato di entrare nel mio network, perche' non fare il passo successivo?

Anita Ferraro • magari gli scoccia pagare per iscriversi. pensano che iscriversi su linkedin sia uguale... o forse non vogliono crescere professionalmente...

Michela Luoni • ..o fa figo essere parte di un network?quanti sono su linkedin ma lo usano davvero?

Laura Viviana Birolini • Concordo con Michela... a mio parere alcune persone accettano di far parte di un network con leggerezza perchè di più networks si fa parte, più si è virtualmente parte attiva di questo mondo parallelo, a loro non importa approfondire... io non faccio parte di tanti networks, anzi... solo di quelli realmente importanti, mooolto pochi... anche perchè mai avrei il tempo di aggiungere carne al fuoco della mia vita quotidiana, quindi ho scelto consapevolmente il meglio per la mia crescita... ho imparato ad usare LinkedIn per seguire le attività di MACSE e l'ispirazione di MCH, nonché le sue benvenute provocazioni!

Mariachiara Novati • Io ho un diverso approccio, sono in tantissimi gruppi, partecipo solo quando ho qualcosa di interessante da dire, o almeno penso che lo sia, ma studio quello che viene detto, prendo ispirazione, trovo suggerimenti. E' un interessante bacino da cui imparare moltissimo. Da alcuni gruppi sono uscita e ogni tanto cambio per vedere se trovo qualcosa di nuovo da qualche altra parte.

Michela Luoni • Diciamo che a volte star dietro a tutti i forum è un po’ faticoso..ma a parte alcuni tematici spesso mi iscrivo, o mi chiedono di iscrivermi, a quelli lavorativamente trasversali e che parlano del mondo del lavoro più che altro per "presidiare" la posizione..così la prima cavolata sul nostro lavoro, o il primo commento a sproposito viene subito bacchettato! Un po’ di tempo fa avevo tirato fuori l'articolo della famosa avvocatessa di Milano che non trovava nessuno per ben 1300€ mensili..un sacco di gente si è stupita che con tutti i disoccupati e laureati a 900€/m delle "segretarie" facessero le preziose e non accettassero una cifra più che dignitosa..certo..quando poi magari li fai riflettere sul "lato B" degli studi legali gli stereotipi traballano un po’.. Svergognarne uno per educarne cento...=)

Valentina Agnello • A questa proprio non posso mancare...! Sono la nuova referente di MACSE per la Sicilia e fino ad ora ho trovato persone interessate ma solo a parole. Cerco di far capire a tutte che entrare a far parte di una categoria è importante, fondamentale non solo per la rete che potenzialmente puoi crearti ma per la crescita personale e professionale che solo l'entrare in contatto con "colleghe" può darti. Io ho imparato nel mio piccolo molto da te Maria Chiara prima di incontrarti non avevo idea del confronto con altre colleghe pensavo che il mio mondo fosse mio e basta... ma parlando e confrontandomi con te e con altre sono riuscita a capire e ad imparare moltissimo. Continuerò la mia attività di reclutamento che sono sicura prima o poi riuscirò a portare a termine con successo. E tutto questo entrando nel gruppo MACSE al mio esordio su Linkedin....!

Mariachiara Novati • Ciao Valentina, adoro il tuo entusiasmo e spero che tu non lo perda, perchè convincere le colleghe che far parte di una associazione è importante, è un'impresa molto difficile. Vorrei però dare a tutte alcuni esempi di come funziona il network:
1) da aprile dello scorso anno MACSE Italia ha aiutato a trovare lavoro a molte colleghe tra cui 4/5 hanno cambiato o trovato lavoro grazie al contatto fatto tramite i canali gestiti dall'associazione. Se leggete le newsletter trovate le testimonianze di due di loro.
2) molte di noi, grazie allo scambio di informazioni, hanno evitato di andare a cacciarsi in situazioni sgradevoli, accettando di andare a lavorare in aziende poco serie.
3) chi tra noi è senza lavoro riceve supporto e aiuto ed è la prima ad essere contattata in caso di ricerche aperte (ovviamente se sono in linea con il suo cv).
4) con il prossimo autunno, le colleghe che risulteranno essere disoccupate da più di 6 mesi potranno partecipare a tutti i corsi che saranno attivati GRATUITAMENTE.
5) il percorso di Mentoring per Manager Assistant (riservato alle associate) ha dato splendidi risultati, tanto che due delle partecipanti hanno avuto aumenti di stipendio, in un caso un passaggio di livello e non ultimo un cambio di funzione richiesto. Mi sembra più che sufficiente a giustificare la quota associativa di 50 euro/anno.

Laura Viviana Birolini • Ladies, senza il supporto di MACSE, dopo ben 10 mesi di disoccupazione, mi sarei probabilmente trovata senza più stimolo a continuare a sperare in una svolta professionale... invece, tramite questo network, ho avuto l'occasione di accrescere le mie competenze e pormi in modo più sicuro sul mercato del lavoro... Forse a breve non sarò più disoccupata quindi la fantastica iniziativa dei corsi gratuiti per disoccupate di lunga data non verrà sfruttata... fingers crossed... ma alcune nozioni apprese durante il corso di Finance per Manager Assistants mi hanno sollevato le sorti in sede di colloquio! Thanks!

Mariachiara Novati • WOW!!! complimenti Viviana, sono davvero contenta per te!!!!!!!!

Anita Ferraro • grande iniezione di ottimismo per tutte noi!

Michela Luoni • Da quando è nata MACSE ho subito pensto che mi avrebbe aiutato in molte occasioni, il programma di mentoring è stata sicuramente l'occasione più proficua, ma la rete che si è creata è molto..molto di più anche perchè non c'è nesssun discorso commerciale dietro, non si è valutate solo perchè si appartiene ad un'azienda importante, non ci si aspetta niente..si condivide, ci si confronta, ci si aiuta..insomma il meglio delle donne applicato alla professione. @Biro sono davvero tutta un incrocio! e spero sul serio che sia la volta buona..tu come altre sei la testimonianza di come la convinzione e la continua ricerca e miglioramento personale si rifletta anche nella professione..spero di vedere a breve un Linkedin Update che ti riguarda.. @tutte le 525 iscritte mi permetto di suggerire di dare un occhio al nostro sito, perchè cambiare le cose a volte è possibile..ma non ci sono premi, concorsi, gadget..solo impegno e un po’ di buona volontà..del resto le migliori assistenti sanno dove ritrovarsi!

Raffaella Brambilla • @Viviana sei davvero sempre entusiasta e ti sai dimostrare ottimista, oltre tutto trovi tempo e modo per seguire gli aggiornamenti e sei proprio tra quelle più "tenaci" considerato le levatacce che fai per partecipare ai corsi di Milano! Sicuramente nei colloqui è importante saper dimostrare qs aspetto, come dire, dal negativo hai saputo trovare aspetti pratici e positivi per migliorarti dal punto della preparazione professionale e non solo! @tutte: spesso leggo i commenti di svariati gruppi, non sono una grande scrittrice di commenti ma info/aggiornamenti e suggerimenti pratici ne ho trovati davvero tanti. Se penso che, poco più di un anno fa, prendevo contatto con MACSE (Che sarà mai?! pensavo nella mia "beata ignoranza" di quante possibilità si potessero attivare, sia trovando spunti pratici sia navigando nel mare comune dei problemi di una e di tutte) e di tutto quello che mi è passato vicino e da cui ho attinto spunti di riflessione e perchè no anche momenti di piacevolissime chiacchierate e sfoghi consolatori! (a volte servono anche qs)!

martedì 28 giugno 2011

Special offer! Subscribe to the Executive Secretary Magazine

Dear
We are pleased to be giving away a free title either written by one of our authors or recommended by your peers with each new subscription next week. There will be a different free book available each day when you subscribe - just choose which one you would like.
To subscribe visit www.executivesecretary.com/subscribe or email me at lbrazier@executivesecretary.com and I will send you an invoice. 
So here is the complete list of books for you to choose from:
Buy on Friday 24th and receive 'Become an 
Inner Circle
 Assistant' by Joan Burge
The words 
Inner Circle
 conjure up visions of an exclusive group of people whose achievements are admired and rewarded. The Inner Circle Assistant title doesn't show up on any organizational chart but she's the woman or, the man, who knows how to make things happen and supports the movers and shakers in the orgaization. BECOME AN INNER CIRCLE ASSISTANT outlines the steps to earn theInner Circle status as well as thrive in the position. It is a book of strategy and workplace philosophy that will help administrative profesionals become top performers in work and in their careers. The book presents the competencies that characterize successful office professionals and is based on the author's popular training program, the Star Achievement Series, which is delivered to thousands of administrative professionals nationwide. Assistants who learn these competencies and incorporate them into their work will be successful. They will increase their impact on the company's results, be visible and recognized as a star performer, prepare for future positions, increase self-esteem and levels of confidence, and ultimately achieve 
Inner Circle
 status.
Buy on Saturday 25th and receive 'Successful Minute Taking - Meeting the Challenge; How to Prepare, Write and Organise Agendas and Minutes of Meetings' By Heather Baker
'This is a superb book. I wish it had read it before I started organising meetings, writing agendas and taking minutes years ago! It is full of really good tips and is very clear and easy to read. This will really help with coaching and mentoring junior members of staff.' Amazon
Buy on Sunday 26th and receive 'Who Moved My Cheese: An
Amazing Way
to Deal with Change in Your Work and in Your Life' By Spencer Johnson
A short story about 2 mice and 2 'little people' in a maze looking for cheese.
Of course 'cheese' is just a metaphor for what you want in life (such as money, the ideal job), and the 'maze' represents where you are looking for what you want (such as your family, an organization). As the story goes, one of the characters (Haw) learns to deal with change successfully and writes what he has learned on the maze wall. In this way, the reader gets the main points in the book and can learn too how to deal with life's changes.
A little book that is big on wisdom, many should find it entertaining and useful.
Buy on Monday 27th and receive 'Inbox Detox' by Marsha Egan
A cure for the "Email Blues". Egan asks readers to cast a critical eye on their own email habits, provides a model, 12-Step Program Style, for dealing with those habits, and then details newer, more productive ones. Egan breaks down the email issue into its most basic problem: email misuse is a constant drain on productivity, and therefore a constant drain on the bank account. If you need to tame your email inbox, this book is the answer.
Buy on Tuesday 28th and receive 'Successful NLP: Quick and Easy Ways to Use Neuro-Linguistic Programming to Get Ahead in Life' by Jeremy Lazerus
'I'm an NLP Master Practitioner. I think this book hits the nail on the head on many levels: practically for the NLP Practitioner and Master Practitioner, and for the complete novice...well this was the book I was looking for 5 years ago when I was trying to find out more about NLP. Practical, easy to read and easy to understand and put into practice.' Amazon
Buy on Wednesday 29th and receive ' Walking Tall: Key Steps to Total Image Impact' by Lesley Everett.
This book is a must have for you to understand how your image effects the way people treat you initially and, more importantly, how it effects your business success. Over 90% of a person's first impression of you is based upon your image, how you dress and look and how you present yourself.
Buy on Thursday 30th and receive 'Whack Around the Head: Purpose Passion and Power at Work Right Now!' by Sharon Eden
'Sharon Eden is a brilliant author, an initiator and master of internal change. I dived straight into the book and I wasn't disappointed. Sharon uses positive language and engages the reader from the outset. The book is for everyone who wishes to 'live' their life and to celebrate their uniqueness and their 'own' great story! Every demon, excuse, voice, negative memory calling, is revisited and you really do run out of excuses to stay within 'your box' once you've finished the first few chapters! Sharon 's writing style is fun, dynamic and punchy. I never knew 'self improvement' could be this 'HOT'....Sharon Eden works 'magic'. The book is SENSATIONAL, Do you dare to to change your life?' Amazon 
Buy on Friday 1st and receive 'The New Executive Assistant: Advice for Succeeding in Your Career' by Melba Duncan
'"The New Executive Assistant" is a must-read for aspiring or seasoned executive assistants, their bosses, and everyone in between.
Ms. Duncan doesn't just advise you to develop a proactive rather than a reactive approach to your administrative career, she guides you to discovering both what you want out of life and what your career can provide. She covers all the important bases for surviving in today's fast-paced world: learning to adapt to change (technical and cultural); mastering the fundamentals of communicating what you really mean; tapping into your management and leadership potential; handling both yourself and others in conflict situations; promoting yourself, your boss, and your company; and regaining your spiritual "center". Most importantly, however, Ms. Duncan asks wether or not you are cut out to be an executive assistant. Life is too short to just have a job; whatever it may be, find a career that works for you, challenges you, and fits your personality.' Amazon
Packed with objective insights, advice, and enjoyable witticisms, "The New Executive Assistant" delivers. I found in this one book what countless seminars and 50-minute training series have not been able to provide; I found truely usable, relevant insights and information. Ms. Duncan has created a mentoring master piece for executive assistants (and anyone who wants to understand them)! 
To subscribe and receive your choice of free book please visit www.executivesecretary.com/subscribe or email me atlbrazier@executivesecretary.com and I will send you an invoice.

As a subscriber you also receive:
- 6 issues a year
- Containg no advertising
- Just 48 pages of essential training and business information per issue
- Access to executivesecretary.com including international jobs, training and events
- Access to the Executive Secretary LinkedIn group
- Expert advice from our editorial board

If you would like your company to subscribe on your behalf, we can email you a letter to take to the person responsible for purchasing training. Please email us on lbrazier@executivesecretary.com for more details.
Subscriptions purchased between now and July 25th can choose whether to begin the subscription from May or July's edition. The subscription will commence from the chosen month and run for 12 months.
£120/E145/$190 + p&p
Discounts available to members of many associations. Please contact us for more details.
Corporate subscription rates also available.
The website will automatically generate an invoice and email it to you when you pay online by credit/debit card
I look forward to hearing from you
Kind regards
Lucy 
Lucy Brazier
Publisher/Editor
Executive Secretary - relaunched March 25th 2011
PS: All the above books are also available from the Executive Secretary bookstore at www.executivesecretary.com/books
T: + 44 1932 560974 or + 44 7875 477165
For a free PDF sample copy of the sample edition please visit our website at www.executivesecretary.com
For Executive Secretary LinkedIn Group click here
Follow me on Twitter @lucybrazier or Skype me on lucy-brazier

lunedì 27 giugno 2011

The case of Executive Assistants by Melba Duncan (the full article)

Harvard Business Review
The Case for Executive Assistants, by Melba J. Duncan.
Among the most striking details of the corporate era depicted in the AMC series Mad Men, along with constant smoking and mid-day drinking, is the army of secretaries who populate Sterling Cooper, the 1960s ad agency featured in the show. The secretary of those days has gone the way of the carbon copy and been replaced by the executive assistant, now typically reserved for senior management. Technologies like e-mail, voice mail, mobile devices, and online calendars have allowed managers at all levels to operate with a greater degree of self-sufficiency. At the same time, companies have faced enormous pressure to cut costs, reduce head count, and flatten organizational structures. As a result, the numbers of assistants at lower corporate levels have dwindled in most corporations. That’s unfortunate, because effective assistants can make enormous contributions to productivity at all levels of the organization.
At very senior levels, the return on investment from a skilled assistant can be substantial. Consider a senior executive whose total compensation package is $1 million annually, who works with an assistant who earns $80,000. For the organization to break even, the assistant must make the executive 8% more productive than he or she would be working solo—for instance, the assistant needs to save the executive roughly five hours in a 60-hour workweek. In reality, good assistants save their bosses much more than that. They ensure that meetings begin on time with prep material delivered in advance. They optimize travel schedules and enable remote decision making, keeping projects on track. And they filter the distractions that can turn a manager into a reactive type who spends all day answering e-mail instead of a leader who proactively sets the organization’s agenda. As Robert Pozen writes in this issue: A top-notch assistant “is crucial to being productive.”
That’s true not only for top executives. In their zeal to cut administrative expenses, many companies have gone too far, leaving countless highly paid middle and upper managers to arrange their own travel, file expense reports, and schedule meetings. Some companies may be drawn to the notion of egalitarianism they believe this assistant-less structure represents—when workers see the boss loading paper into the copy machine, the theory goes, a “we’re all in this together” spirit is created. But as a management practice, the structure rarely makes economic sense. Generally speaking, work should be delegated to the lowest-cost employee who can do it well. Although companies have embraced this logic by outsourcing work to vendors or to operations abroad, back at headquarters they ignore it, forcing top talent to misuse their time. As a longtime recruiter for executive assistants, I’ve worked with many organizations suffering from the same problem: There’s too much administrative work and too few assistants to whom it can be assigned.
Granting middle managers access to an assistant—or shared resources—can give a quick boost to productivity even at lean, well-run companies. Firms should also think about the broader developmental benefits of providing assistants for up-and-coming managers. The real payoff may come when the manager arrives in a job a few levels up better prepared and habitually more productive. An experienced assistant can be particularly helpful if the manager is a new hire. The assistant becomes a crucial on-boarding resource, helping the manager read and understand the organizational culture, guiding him or her through its different (and difficult) personalities, and serving as a sounding board during the crucial acclimation. In this way, knowledgeable assistants are more than a productivity asset: They’re reverse mentors, using their experience to teach new executives how people are expected to behave at that level in the organization.
Getting the Most from Assistants
Two critical factors determine how well a manager utilizes an assistant. The first is the executive’s willingness to delegate pieces of his or her workload to the assistant. The second is the assistant’s willingness to stretch beyond his or her comfort zone to assume new responsibilities.
Delegating wisely.
The most effective executives think deeply about the pieces of their workload that can be taken on—or restructured to be partially taken on—by the assistant. Triaging and drafting replies to e-mails is a central task for virtually all assistants. Some executives have assistants listen in on phone calls in order to organize and follow up on action items. Today many assistants are taking on more-supervisory roles: They’re managing information flow, dealing with basic financial management, attending meetings, and doing more planning and organizing. Executives can help empower their assistants by making it clear to the organization that the assistant has real authority. The message the executive should convey is, “I trust this person to represent me and make decisions.”
Not every executive is well-suited for this type of delegating. Younger managers in particular have grown up with technology that encourages self-sufficiency. Some have become so accustomed to doing their own administrative tasks that they don’t communicate well with assistants. These managers should think of assistants as strategic assets and realize that part of their job is managing the relationship to get the highest possible return.

Stretching the limits.

Great assistants proactively look for ways to improve their skills. When I was the assistant to Pete Peterson, the former U.S. commerce secretary and head of Lehman Brothers, I took night classes in law, marketing, and presentations to burnish my skills. Today I see executive assistants learning new languages and technologies to improve their performance working for global corporations.
In my work, I frequently encounter world-class executive assistants. Loretta Sophocleous is the executive assistant to Roger Ferguson, the president and CEO of TIAA-CREF; her title is Director, Executive Office Operations. She manages teams. She leads meetings. Roger says that he runs many decisions past Loretta before he weighs in.
Another example is Noreen Denihan, whom I placed over 13 years ago as the executive assistant to Donald J. Gogel, the president and CEO of Clayton, Dubilier & Rice, LLC. According to Don, Noreen fills an informal leadership role, has an unparalleled ability to read complex settings, and can recognize and respond to challenging people and circumstances. “A spectacular executive assistant can defy the laws of the physical world,” Gogel says. “She [or he] can see around corners.”
Trudy Vitti is the executive assistant to Kevin Roberts, the CEO Worldwide of Saatchi & Saatchi. Often when you ask him a question, he’ll say, “Ask Trudy.” He travels for weeks at a time and says that he has utter confidence in Trudy to run the office in his absence.
Compared with managers in other countries, those in the United States do a better job of delegating important work to their assistants—and of treating them as a real part of the management team. Outside the United States, educational requirements for assistants are less intensive, salaries are lower, and the role is more typically described as personal assistant.
You can often tell a lot about an executive’s management style—and effectiveness—from the way he interacts with his assistant. Can the executive trust and delegate, or does he micromanage? Do assistants like working for her, or does she have a history of many assistants leaving quickly or being fired? Not every boss–assistant relationship is made in heaven, but an executive’s ability to manage conflicts with an assistant can be an important indicator of his overall ability to manage people.

Finding the Right Fit

Hiring the right assistant can be a challenge. In some ways, it’s trickier than filling traditional management positions, because personal chemistry and the one-on-one dynamic are so important—sometimes more so than skills or experience.
Expert assistants understand the unspoken needs and characteristics of the people with whom they work.
They have high levels of emotional intelligence:
They respond to subtle cues and react with situational appropriateness.
They pay close attention to shifts in an executive’s behavior and temperament and understand that timing and judgment are the foundation of a smooth working relationship.
A good assistant quickly learns what an executive needs, what his or her strengths and weaknesses are, what might trigger anger or stress, and how to best accommodate his or her personal style.
Good matches are hard to come by: That’s the reason so many good assistants follow an executive from job to job.
After many years of debriefing assistants who’ve been fired, I’ve identified several factors that make for bad relationships. The most common missteps an assistant makes are misreading the corporate culture, failing to build bridges with other assistants, failing to ask enough questions about tasks, agreeing to take on too much work, and speaking to external parties without authorization. Bosses usually contribute to these deteriorating relationships by not being open in their communications or not being clear about expectations.
There’s an assistant I placed recently who’s having trouble developing the right relationship with her boss. The executive called me and said, “Melba, I expected her to read through these memos and then get them out very quickly to my managers. But she left them on my desk, didn’t call me over the weekend, and didn’t send them out.” I asked the assistant about it, and she said, “He didn’t tell me it was important—I can’t read someone’s mind.” But in fact, in this job you’re supposed to be able to read minds—or, at the very least, you’re supposed to ask questions.

Simply put, the best executive assistants are indispensable. Microsoft will never develop software that can calm a hysterical sales manager, avert a crisis by redrafting a poorly worded e-mail, smooth a customer’s ruffled feathers, and solve a looming HR issue—all within a single hour, and all without interrupting the manager to whom such problems might otherwise have proven a distraction.
Executive assistants give companies and managers a human face.
They’re troubleshooters, translators, help desk attendants, diplomats, human databases, travel consultants, amateur psychologists, and ambassadors to the inside and outside world.
After years of cutting back, companies can boost productivity by arming more managers with this kind of help—and executives who are fortunate enough to have a skilled assistant can benefit by finding ways to delegate higher-level work to him or her.
Executive–assistant relationships are business partnerships: Strong ones are win-wins between smart people. In fact, they’re win-win-wins because ultimately the companies reap the benefits.

domenica 19 giugno 2011

Il Time Management: come gestite il vostro tempo?

Definizione del metodo delle 5S, conosciuto anche come Visual Workplace Management:“

La metodologia 5S racchiude in cinque passaggi un metodo sistematico e ripetibile per l’ottimizzazione degli standard di lavoro e quindi per il miglioramento delle performance operative”. Fonte: Wikipedia

Questo metodo, definito nel Metodo Toyota (Lean Management), si basa sulla lotta agli sprechi (muda in giapponese) e viene applicato principalmente nell’ambito della produzione industriale.

Il nome “5s” deriva dalle iniziali delle parole giapponesi (Seiri, Seiton, Seiso, Seiketsu, Shitsuke):

◦Seiri – separare: separa ciò che ti serve da ciò che non è funzionale all’attività e quindi crea disturbo e disordine, quindi spreco di tempo o di risorse (Muda); un termine alternativo con la S è scarta
◦Seiton – riordinare: metti a posto tutto quello che è utile, il detto ”ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa”; un termine alternativo con la S è sistema
◦Seiso – pulire: tieni tale ordine costante e pulisci, un ambiente pulito ed ordinato è un ambiente che “non nasconde” le inefficienze; un termine alternativo con la S è spazza
◦Seiketsu – sistematizzare o standardizzare: definisci delle metodologie ripetitive e canonizzate da utilizzare per continuare queste attività di razionalizzazione delle risorse e degli spazi lavorativi
◦Shitsuke – diffondere o sostenere: fai che questo modo di pensare ed agire sia pervasivo per tutte le attività aziendali

Ovviamente il contesto in cui è nato il metodo delle 5s è quello della produzione industriale e dobbiamo avere una mente aperta per poter adattare questa metodologia al nostro sistema di produttività individuale.

Il primo Pilastro : Separare

Separare significa rimuovere dal posto di lavoro tutti gli oggetti che non sono necessari per l’operazione che si sta compiendo.

Sembra una cosa banale, ma quante volte ci siamo trovati nelle condizioni di avere il posto di lavoro (e non solo) più simile ad un magazzino di oggetti e carte che al solo guardarlo passa la voglia di mettersi a lavorare.

Chi non si è mai trovato in questa situazione?

Sembra quasi che siamo affezionati a tutte le cose che abbiamo accumulato e siamo convinti che prima o poi ci serviranno.

Non è così.

Il primo pilastro delle “5s” ci dice che dobbiamo avere un posto di lavoro pulito ed ordinato, sempre, e questo per vari motivi:

A.Troviamo le cose che ci servono subito, senza perdere tempo

B.Non vivendo in mezzo al disordine ci sentiamo più rilassati e con voglia di fare

C.Non rischiamo di perdere le cose in mezzo alla confusione (quante volte ci sentiamo dire che “prima o poi troverai quello che cerchi quando non lo cerchi”)

D.Non ci dimentichiamo di cose importanti da fare (una volta ho dimenticato una bolletta della Telecom sotto alcune riviste e per poco non mi staccavano la linea perché non l’avevo pagata

E l’elenco potrebbe continuare.

Ma perché abbiamo la tendenza ad accumulare cose e tenerle a portata di mano (si fa per dire)?

Probabilmente ciò è dovuto alla nostra paura di non avere a disposizione sottomano una cosa nel momento in cui ne abbiamo bisogno e tendiamo ad accumulare, e questo genera purtroppo spreco di spazio e di tempo nel ritrovare le cose.

Vediamo insieme qualche esempio di sprechi:

A.Materiale di cancelleria. Una quantità di penne e matite che possono bastarci per i prossimi trenta anni (visto anche che diventiamo sempre più digitali e meno analogici)

B.Spostamenti continui da un cassetto ad un altro dovuti a continue risistemazioni e spostamenti

C.Molte cose diventano obsolete in breve tempo, come libri tecnici (manuali di informatica), fotocopie o stampe, riviste, documentazione tecnica

D.La presenza di oggetti e attrezzature non necessarie (macchine digitali, telecamere, adattatori, hardware per computer, etc.) tendono a far confusione e distrazione ed occupano spazio vitale per le nostre attività.


Il secondo pilastro Riordinare o Seiton .

Riordinare significa organizzare gli oggetti necessari in modo tale che sia facile utilizzarli e mettere delle etichette affinché chiunque possa trovarli e rimetterli al loro posto.

CHIUNQUE sta a significare che ci deve essere una logica comprensibile a tutti.

Perché è importante riordinare?

Riordinare permette di non sprecare tempo nella ricerca di un oggetto che ci serve per lavorare, Qualsiasi attività ci mettiamo a fare, è sempre necessario cercare qualcosa di necessario: un’informazione, un elenco di dati, indirizzi, nominativi, offerte, cataloghi e così via.

Quanto tempo perdiamo ogni volta che cominciamo qualcosa? Non capita a tutti quanti di ritardare l’inizio di un lavoro perché cerchiamo qualcosa che non era stata riordinata al suo posto?

Un punto importante per implementare il secondo pilastro delle 5s è di avere un archivio che funziona. Tutto quanto non ci serve per eseguire l’attività corrente deve essere archiviato ordinatamente.

Dobbiamo gestire bene un metodo di archiviazione che ci permetta di trovare subito cosa ci serve (eliminando quindi spreco di tempo e frustrazione) a colpo sicuro.

Ci serve dunque un archivio ben organizzato e, soprattutto, utilizzato costantemente, senza lasciare a destra e sinistra quanto non ci serve al momento.

Tornando alla questione di riporre in modo ordinato materiale vario, possiamo anche fare in modo che gli oggetti che ci servono frequentemente devono stare vicino a noi. E’ inutile fare tanta strada (magari in qualche altra stanza) se sappiamo che un oggetto ci serve quotidianamente è miglio seguire il principio di prossimità.

Sprechi nel non riordinare le cose

A.Spreco di movimento. Ogni volta che cerchiamo una cosa dobbiamo fare tanta strada.

B.Spreco in ricerca. Se qualcuno si è portato viale chiavi di un armadio o di una cassettiera, non troveremo mai quello che cerchiamo

C.Spreco di energie. Ogni volta che un fornitore o cliente ci chiede precisazioni su un documento o una fattura, dobbiamo limitare al massimo il tempo per trovare quello che ci serve.

D.Spreco di spazio. Limitiamo al massimo il contenuto dei cassetti in termini di materiale ed accessori di cancelleria. Occupano spazio prezioso e “vicino a noi”

E.Spreco in spazio non sicuro. Attrezzature, mobilio e hardware vario non deve essere lasciato qua e là anche se non utilizzato. Oltre a sprecare spazio possono diventare un ostacolo e anche un pericolo.


Il terzo pilastro delle 5s, fare pulizia.

Il terzo pilastro è “fare pulizia” che significa la rimozione di polvere, sporcizia, cose inutili al nostro posto di lavoro. Fare pulizia vuol dire tenere tutto pulito e ordinato.

L’obiettivo più naturale di fare pulizia (Seiso) è quello di trasformare il posto di lavoro pulito e luminoso, dove sia gradevole lavorare. Un altro obiettivo chiave è fare in modo che ogni cosa sia sempre in condizioni ottimali, pulita, pronta all’uso quando noi o qualcun altro ne ha bisogno.

Dobbiamo perdere l’abitudine di fare pulizia solo quando la situazione diventa drammatica o fare le “pulizie di primavera” ma di farlo con costanza e periodicamente. Pulire dovrebbe fare parte delle nostre abitudini quotidiane, prima di alzarci e ritornare a casa prendere due-cinque minuti per riordinare il posto si lavoro e pulire quanto sporcato o “incasinato”.

Hiroyuki Hirano, nel suo libroI 5 pilastri del workplace visuale (5 pillars of visual workplace) afferma che la pulizia per le fabbriche e gli uffici è come il bagno per le persone: riduce lo stress e la tensione, toglie lo sporco ed il sudore, prepara il corpo e la mente per il giorno successivo.

Per queste ragioni la pulizia è importante per la salute fisica e mentale. L’autore conclude affermando che così come non ci sogniamo di fare il bagno o la doccia solo una volta all’anno, così non possiamo pensare di fare le pulizie sul posto di lavoro una volta all’anno.

Quindi dedicare un po’ di tempo ogni giorno per lasciare tutto pulito è la cosa migliore.


Il quarto pilastro e' molto diverso dai primi tre.

Rappresenta infatti il metodo per cui i primi tre pilastri vengano applicati con continuità e costanza. Forse, insieme al quinto pilastro, è il più difficile da fare applicare agli altri e, tutto sommato, anche a noi stessi.

Standardizzare è il risultato che si ottiene quando i primi tre pilastri – Separare, Riordinare, Ripulire – vengono applicati regolarmente.

Facciamo un esempio pratico. Se un quartiere in una città viene tenuto bene, è facile pensare che venga tenuto pulito ed in ordine. In un contesto 5s, abbiamo a che fare con un quartiere i cui pilastri Separare, Riordinare e Fare pulizia sono applicati con continuità. Questo quartire includerebbe solo palazzi, vie, giardini che oltre ad essere belli e funzionali, sono ben disposti e vengono regolarmente mantenuti.

In altre parole, Standardizzare significa continuare ad applicare i primi tre pilastri in modo che il quartiere sia sempre ordinato e pulito senza lasciare che si formi sporco, che le vie si disgreghino e le case diventino diroccate.

Cosa succede se non riusciamo ad applicare il pilastro della Standardizzazione?

A.Il posto di lavoro ritorna alle condizioni precedenti

B.Cumuli di materiali vari (carta) ed oggetti si accumulano a fine giornata (all’indomani se ne accumuleranno altri e diventa più lungo e faticoso mettere le cose a posto)

C.Si crea disordine nei posti che avrebbero dovuto essere ordinati

D.Pur avendo separato e riordinato, ben presto si accumula materiale di cancelleria su ogni superficie disponibile

Potremmo fare altri esempi di come, non essendo costanti ad applicare (Standardizzare) i primi tre pilastri del 5s, si ritorna sempre allo stato di sporco e disordine.


Abbiamo già visto come Suddividere, Ordinare, Pulire il posto di lavoro e di come sia importante Standardizzare i tre primi pilastri delle 5S giorno per giorno.

Tutto questo affinchè i primi tre pilastri non siano eseguiti solo le prime volte e dopo si perda l’abitudine e quindi abbandonare il metodo delle 5S.

C’é da considerare, inoltre, che se eseguiamo le attività suggerite dal metodo occasionalmente, il lavoro da fare ogni volta é ovviamente maggiore, é come se dovessimo ricominciare da capo sempre da situazioni estreme.

Se invece il nostro lavoro di pulizia lo facciamo periodicamente  (ogni fine giornata o settimana)e con costanza, ogni qualvolta applichiamo il metodo, il lavoro da fare é minore e meno pesante da completare.

Ma poi, avete mai pensato alla soddisfazione che proviamo quando tutto il lavoro di pulizia ed ordine é completato?

Se lo facciamo tutti i giorni il peso del lavoro di pulizia é estremamente ridotto ed il risultato é continuo: un posto di lavoro sempre in ordine!

Cosa é il Quinto Pilastro delle 5S (Shitsuke)

Il Quinto Pilastro si chiama Sostenere, ed indica l’impegno che dobbiamo applicare per fare in modo che tutti e 5 i Pilastri siano applicati con costanza.

Problemi evitati dall’applicazione del quinto pilastro

1. Evitare che le cose si accumulino in disordine già un minuto dopo averle messe a posto

1. Non ha importanza di quanto siano fuori posto le cose, é meglio farlo alla fine della giornata

1. Ognuno di noi è convinto di essere troppo occupato per pensare di mettere a posto il proprio posto di lavoro

1. Posti di lavoro disorganizzati e sporchi minano il nostro morale

Tutta questa serie di problemi si verificano se non c’é da parte nostra l’impegno a sostenere i cinque pilastri del metodo 5S nel tempo.

Perché Sostenere é importante

Fin da bambini impariamo a fare le cose se il beneficio che ne ottiene a farle é maggiore del danno che può subire nel non farle.

Quindi, applicando questo ragionamento all’esercizio di tenere il posto di lavoro pulito ed ordinato, solo se abbiamo la consapevolezza del beneficio e del piacere di ottenere un buon risultato con l’applicazione dei cinque pilastri 5S potremo continuare ad avere un posto di lavoro in cui sia piacevole lavorare.

Solo avendo questa consapevolezza potremo pensare di applicare i cinque pilastri nel tempo, con costanza ed impegno.

É vero che applicare i cinque pilastri richiede impegno e costanza, ma il ritorno di questo investimento porterà un grande ritorno di efficienza per noi e per la nostra azienda.