martedì 19 febbraio 2013

PERCHE’ ESITONO ANCORA I FAX, PASSAGGIO GENERAZIONALE E LEADERSHIP FEMMINILE

Buongiorno, mi rivolgo a tutte le donne romane – perché per lavoro sono a Roma – sia a quelle che lavorano e a quelle che il lavoro lo hanno perso. E più in generale a tutti su LinkedIn, ovvio anche agli uomini, che abbiano voglia di ragionare un momento con me. Ho bisogno di conoscere ogni vostro singolo punto di vista sul seguente argomento che mi sta a cuore. Vi ringrazio con anticipo della vostra attenzione ed eventuale risposta.
 
Per uno dei lavori che conduco e per quella che è la mia esperienza, sto notando sempre di più quanto noi donne stiamo vivendo un momento di grande confronto/scontro con la cosiddetta “vita quotidiana”. Si, perché noto che è presente uno scoraggiamento, avvilimento, perdita di fiducia nelle proprie potenzialità. Spesso facciamo fatica in primis a riconoscerci e poi, di conseguenza, a sentirci riconosciuto il nostro operato dalle nostre famiglie e dalla società… e non solo come lavoratrici. In parte il dato è riconducibile al fatto che viviamo dell’associazione del ruolo femminile solo come “materno”. Non voglio fare la sociologa né la psicologa, mi chiedo se forse è anche un pochino colpa nostra se gli uomini si sentono “superiori” alle donne, perché quando sono bambini li viziamo un poco troppo e a volte li educhiamo come fossero dei “principi”: siamo vittime dell’eredità-donnechiocce che ci si ritorce contro?
Inoltre oggi il passaggio generazionale coinvolge anche la presenza femminile.
Una ricerca della Bocconi ci dice che dal 1990 al 2000 hanno assunto la guida della PMI di stampo familiare il 40% degli uomini e l’80% delle donne. Sta accadendo in tutti i ruoli aziendali chiave: proprietà, consiglio di amministrazione, vertice aziendale.
Questo accade spesso là dove la trasmissione delle quote è una scelta obbligata. Così sembra che nelle aziende familiari noi donne abbiamo spazio, e questo è un vantaggio, ma “per forza”.
Poi però capita che siamo le prime a ritagliarsi dei ruoli circoscritti, delle aree di comfort dove non applichiamo in toto la nostra fetta di responsabilità. Così la peculiarità di questo passaggio generazionale al femminile non è privo di una percezione del fenomeno come "anomalo" evidenziando, come dicevo, certi imprinting psicologici atavici.
Tuttavia, alcune di noi donne hanno una determinazione, motivazione e consapevolezza di sé molto forte e non considerano l'assumersi questa responsabilità come contraddittoria alla propria natura o "sbagliata".
Non sarebbe utile sostenere valorizzare i talenti femminili ed aiutarli anche nell'integrazione con i talenti maschili a qualsiasi livello possibile?
Perché quelle che invece vanno oltre e vedono oltre, perché sentono nelle proprie personali capacità una risorsa da usare e mettere a disposizione di tutti al 100% se la devono vedere con il confronto della leadership maschile? In realtà, noi come donne possediamo determinazione, decisione, grinta, autorevolezza e propensione al lavoro duro anche se in maniera certamente diversa dagli uomini, o no? Viviamo in un mondo in cui gli uomini decidono spesso e volentieri le sorti di intere società, governi, paesi; uomini che "scrivono la storia". E come dico sempre accanto a questi personaggi ci sono donne altrettanto grandi e forti.
Il fatto è proprio questo: il lavoro e qualsiasi opportunità non ci verrà a citofonare a casa. Mantenersi attive, ricettive e pronte è basilare. Un principio che Gandhi diffondeva era: “Devi essere il cambiamento che desideri vedere”. Quando le persone vogliono una cosa e ci credono davvero, troveranno il modo di farla diventare realtà. Spesso tante persone non credono il loro stesse e non si riconoscono per prime il valore di ciò che stanno facendo.
Che ne pensate?
Francesca Ferola
PS: esistono ancora i fax anche perché ci sono delle colleghe Segretarie che fanno a pugni con la tecnologia.
Mi è stato riportato il seguente fatto realmente accaduto.
Una Segretaria di Dirigenza ha ricevuto un’email con allegato e ha seguito le “nuove” direttive sulla qualità:
1) ha stampato email e allegato;
2) li ha spediti via fax con risposta all’interessato;
3) poi ha scansionato il tutto;
4) ha chiamato un collega per allegare il tutto all’email che voleva spedire in risposta (di nuovo).
Bastava fare inoltro! Aggiorniamoci ragazze!


martedì 12 febbraio 2013

9 suggerimenti per ottenere una promozione


Probabilmente avete pensato più volte a come ottenere una promozione forse ancor prima di cominciare un nuovo lavoro. Spesso mi viene fatta questa domanda a cui in realtà non è facile rispondere, anche perché ho la sensazione che molti si aspettino di essere promossi ma senza capire che una promozione viene da un precedente duro lavoro.

Queste domande mi hanno spinto a scrivere questi nove consigli ovvi e banali su come ottenere una promozione ma spesso non presi in considerazione. Fare propri questi suggerimenti interiorizzandoli, li renderanno parte del vostro piano di carriera manageriale. E prima che ve ne accorgiate sarete state promosse!

Una delle ragioni principali per cui le persone ignorano queste semplici tecniche su come ottenere una promozione è perché sembrano progetti a lunghissimo termine. Ma non lo sono affatto. Tutto quello che dovete fare è metterle in pratica.

Li ho suddivisi in 3 sezioni principali: Piano, Attitudine e Azione.


Il Piano

1. Dove siete e perché siete proprio lì?

Come ottenere una promozione? In primo luogo è necessario avere un punto di riferimento. Chiedete a voi stesse, dove sono adesso? E perché ci sono? C'è un punto di forza che mi ha portato dove sono ora che è possibile continuare a sfruttare per la prossima promozione?

Ci sono dei punti deboli, le famose aree di miglioramento, che avete realmente bisogno di correggere prima di pensare a una prossima promozione? Si tratta di aspetti semplici ma strategici. Vi consentono di verificare i punti di forza e di debolezza. Vi costringono a valutare bene e considerare attentamente ciò che ha funzionato bene nel vostro passato e che cosa potrà funzionare ancora in futuro, aiutandovi ad evitare “errori di percorso”.

2. Dove vorreste arrivare e come ci vorreste arrivare?

Ovviamente dovete avere un obiettivo e un piano. Se volete ottenere una promozione non è sufficiente. È necessario avere ben chiaro in mente quale è la posizione: è una promozione nel vostro stesso ruolo oppure volete cambiare completamente attività? Cominciate mettendolo per iscritto.

Ora che vi siete decise e avete messo per iscritto cosa volete diventare, come dovete procedere per ottenere la promozione? Sviluppate un piano strategico per ottenere il vostro obiettivo. Se sarete fortunate, potreste anche riuscire a parlarne con il vostro capo, anche se la maggior parte dei capi non sono disponibili a discutere queste cose direttamente con voi, ma per lo meno potreste avere un idea di quali siano le aspettative.
 

L’Attitudine

3. Metteteci orgoglio, passione, e credete in quello che state facendo

Le persone che vengono promosse sono quelle che sono orgogliose del lavoro che fanno, sono quelle che sono guidate da un genuino entusiasmo e voglia di fare del loro meglio, non importa quale siano i compiti loro assegnati.
Credono in se stesse e nelle loro possibilità e condividono gli obiettivi più grandi della loro azienda, lavorando in funzione del successo sia personale che aziendale.

Come ottenere una promozione? Chiedetelo a voi stesse, vi comportate e lavorate con orgoglio, passione e convinzione?


4. Competenze e conoscenze, obiettivi e azioni

Avere autostima, passione e “crederci” è solo una parte di come ottenere una promozione. La richiesta deve essere sostenuta da competenze e conoscenze. Questo significa avere le competenze e le conoscenze necessarie per fare un lavoro eccellente. Seguire una precisa direzione – il nostro piano strategico – è importante per canalizzare l'energia generata dalla vostra passione. In caso contrario, lo sforzo è sprecato. Senza questo tipo di “azione” che è l'effettivo completamento del piano strategico, tutto il resto è un esercizio accademico fine a se stesso. Sarete sempre giudicate in base a quello che fate.
 
5. Guardate le sfide come opportunità

Un altro suggerimento ovvio su come ottenere una promozione è quello di vedere le sfide come opportunità. Molto spesso mi è capitato di essere buttata, nel vero senso della parola, ad occuparmi di incarichi impegnativi, che molte persone avrebbero visto come un compito aggiuntivo, mentre in realtà io li ho sempre visti come occasioni per far emergere il mio talento, anche in ambiti non consueti.
Se volete essere promosse, guardate le sfide come opportunità per brillare. Non lamentatevi del vostro lavoro quotidiano o di un compito assegnatovi che vi sembra troppo difficile o al di sopra delle vostre possibilità. Fidatevi di me, nessuno vuole sapere quanto duramente lavorate, perché tutti pensano che sia il loro, il lavoro più difficile.
 

L’azione

6. Quale è il vostro ruolo?

Qual è il tuo ruolo? Sei un realizzatore di nuove idee? Sei un leader? Oppure preferisci aspettare che si muovano gli altri? Sapere esattamente ciò che siete e ciò che è necessario fare per raggiungere i vostri obiettivi è fondamentale.
Conoscere la vostra parte significa essere un giocatore di squadra. Ricordate che nessuno può avere successo senza l'aiuto degli altri. Abbiamo tutti bisogno del supporto dei colleghi. Quando la squadra vince, anche non otteniamo un successo.


7. Dai il tuo massimo, ora!

Considero questo come uno dei suggerimenti fondamentali per ottenere una promozione: fate del vostro meglio ORA. Oggi. Gestite al meglio i progetti e i compiti di questa settimana.

Non crogiolatevi nella gloria del vostro ultimo successo, ormai è acqua passata e con ogni probabilità, nessun altro se ne ricorda più, soprattutto i vostri capi.

E’ oggi e ora che sono importanti.
Non pensate troppo a progetti futuri che non sono ancora stati definiti.

Questo è il futuro e non è ancora arrivato, concentratevi sul fare del vostro meglio ORA.
E’ questo che determina il giudizio su di voi, concentratevi su quello che state facendo e siate eccellenti.


8. Fate più di quanto vi è richiesto: questa è l’eccellenza

Se volete imparare come ottenere una promozione, la tecnica migliore è fare più di quanto vi è stato richiesto. Ciò significa che vi dovete sempre cercare cose nuove ed interessanti da fare, anche quando non ve le offrono e prendere l'iniziativa per dare un risultato eccellente. Questo significa che non dovete stare sedute alla vostra scrivania in attesa che il lavoro ideale vi venga a cercare.

I capi adorano avere collaboratrici che li aiutino a risolvere i problemi. Nel vostro lavoro il problem solving è una delle capacità più apprezzate e ricercate ed essere un supporto su cui contare per il proprio capo è fondamentale: mettete in campo tutta la vostra esperienza e fatevi valere. Se agirete in questo modo diventerete il vantaggio competitivo della vostra squadra.

9. Lavorate per costruirvi un percorso di crescita

Se continuate a fare il vostro solito lavoro, forse non state realmente cercando di crescere e di migliorare la vostra posizione. Le persone che vogliono ottenere una promozione sanno che se desiderano passare a un livello successivo devono darsi da fare e dimostrare che sanno fare molto di più di quello che è stato loro assegnato.

Insomma dovete mettere in evidenza il vostro potenziale e far capire che, nelle giuste condizioni voi siete assolutamente in grado di prendervi maggiori responsabilità e che volete che tutto questo vi sia riconosciuto.

 

Ovviamente, avrete sentito un'infinità di consigli su come ottenere una promozione.

Questi sono alcuni di quelli che, secondo me, possono essere messi in pratica da chi ricopre il ruolo di Manager Assistant.

Metteteli in pratica e aumenterete notevolmente le possibilità di ottenere una promozione.

martedì 5 febbraio 2013

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Joan Burge explains why the key to wellbeing can unlock more potential than we think

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Can you write like a pro? ‘You bet’, says Brenda Bernstein

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Why watching your back stops you moving forward

We Miss you Katherine Gibbs
What we can learn from the old-school traditions


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We talk to the first man on the EUMA board; new PRO Adam Fidler

Plan B

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A Million Miles a Minute
Taking minutes is a task for super humans, says Kevin Chamberlain

Avoiding Common Job-search Mistakes

How to circumnavigate the pitfalls of landing that dream job

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Motivational yachtswoman Rona Cant on how to stay strong at the helm

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Respect: a surefire way of increasing performance and making friends

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Jennifer Lambert on the modern way to travel

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Are you attracting luck or is it merely coincidence? Or maybe, just maybe, it’s written in the stars…

The Open Plan Office Survival Guide

Making the most of this environment without causing undue distraction

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Massive time saving and confidence are just two of the benefits of using it

One Size Does Not Fit All

How to not always get your way

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lunedì 4 febbraio 2013

Gestisci il tuo destino

Io credo che ognuno di noi debba essere padrone del proprio destino.

Non si può stare lì e aspettare che qualcuno crei nuove opportunità per noi.

La prima cosa che bisogna fare è capire quello che può ostacolare la nostra crescita, scoprire se c'è qualcosa che ostacola i nostri progressi.
Se non c’è niente che sembra bloccarci, è necessario allora che troviamo dei modi per sviluppare la nostra professionalità, in modo da poter continuare a far crescere le nostre abilità e capacità mentre ancora occupiamo la nostra attuale posizione lavorativa.
Moltissime persone fanno l'errore di pensare che l'unico modo di crescere professionalmente sia verso l'alto.
In realtà è necessario essere in grado di sviluppare le competenze utili sia a farci salire la scala che a trovare opportunità in altre posizioni.

Qualcuno mi ha detto: "trova il modo di renderti indispensabile."

Anche se sappiamo che non c'è nessuno che sia indispensabile, il nostro obiettivo deve sempre essere quello di rendere noi stesse se non indispensabili, almeno insostituibili.

A mio avviso, un suggerimento potrebbe essere di scoprire che cosa c’è che non viene fatto oppure che voi potreste fare meglio e offrirvi di “tappare il buco”.

Individuate un ambito in cui vedete che potreste fare qualcosa di meglio o di diverso e fate la vostra proposta.

Non si sa mai come possono evolvere certe situazioni in azienda e il fatto di esservi rese disponibili, di aver dimostrato di avere competenze diverse e migliori da quelle richieste quotidianamente, potrebbe essere il vostro punto di partenza per un cambio di ruolo o per un miglioramento della vostra posizione lavorativa.

giovedì 31 gennaio 2013

La Manager Assistant Certificata


Si ottiene la certificazione M.A.C. superando un esame di accesso al percorso formativo che valuta sia l’esperienza accumulata dalla MA, i titoli di studio acquisiti e precedenti corsi di formazione che sono stati seguiti.
Il percorso formativo può essere svolto sia seguendo i corsi e le attività organizzati da MACSE Italia (www.macseitalia.it) sia frequentando i moduli formativi realtivi ad ogni livello di certificazione, sia seguendo altri tipi di corsi che vengono valutati da una commissione esaminatrice.
Il percorso è suddiviso in 3 livelli di certificazione: Assistant (per accedervi sono necessari 2 anni di esperienza nel ruolo e dura 5 anni), Executive Assistant (per accedervi sono necessari 5 anni di esperienza nel ruolo e dura 4 anni), Senior Executive Assistant (per accedervi sono necessari 9 anni di esperienza nel ruolo e dura 3 anni).
Per ottenere la certificazione finale di ogni livello è necessario superare un secondo esame al termine di ogni livello.
Chi può accedere al programma M.A.C.?Chiunque vogli accostarsi alla professione di Manager Assistant e chi vuole certificarsi durante il percorso di carriera. L'accesso al Programma M.A.C. prevede un esame per accedere al programma e uno alla fine di ogni modulo di certificazione.
Quali sono i vantaggi della certificazione M.A.C.?
Il percorso M.A.C. facilita e supporta la Manager Assistant nell'apprendimento di best practice e protocolli così da poter lavorare sia nel settore privato che nel pubblico offrendo un elevata qualità di servizio.
Si tratta di una importante qualifica che fornisce le competenze necessarie per accedere ad un percorso professionale di alto livello preparando la Manager Assistant a lavorare in ambienti di ogni genere.
M.A.C. è un programma di certificazione che prepara la Manager Assistant su varie e diverse attività in modo che sia in grado di affrontare differenti percorsi di carriera.
E’ importante che le MA si mantegano sempre aggiornate e preparate ad affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro  leggendo riviste specializzate, newsletter e altre informazioni. E’ inoltre consigliabile che facciano networking ocn latre colleghe e che portino avanti la condivisione di pratiche di lavoro per mezzo dei programmi organizzati da MACSE Italia.


M.A.C. - la Job description

http://www.macse.it/certification/to_whom.asp

 

Lo sviluppo di carriera
Ottenere la certificazione M.A.C.  è è l’unica strada possibile per avere una carriera di successo in questo settore. Il programma richiede tenacia e dedizione, bisogna superare degli esami di accesso al programma e di certificazione finale e seguire il percorso formativo che dura qualche anno, ma garantisce una preparazione eccellente e la possibilità di far parte dell’élite della professione.
Le aziende spesso non supportano lo sviluppo professionale delle loro MA. Il programma M.A.C.  si avvale di una serie di risorse, offerte dai programmi portati avanti dall’associazione MACSE Italia, così come di workshop, seminari e conferenze. Questi tipi di eventi sono in grado di fornire preziose opportunità di networking e sono di grande aiuto nella crescita personale e professionale.
Molto importante è anche la partnership che M.A.C.  ha attivato con la rivista di settore Executive Secretary Magazine (www.executivesecretary.com). Le MA Certificate potranno partecipare agli eventi e alle conferenze organizzate dalla riviste a tariffe favorevoli, ottenere uno sconto sull’abbonamento alla rivista e avranno accesso a informazioni, best practise e protocolli in condivisione con le colleghe straniere.
 
Executive Secretary Magazine
In futuro saranno attivati anche programmi di scambio professionali e culturali tra l’Italia e alcuni paesi di cultura anglosassone.
 
 
Il programma M.A.C. fornisce competenze di alto livello che sono il punto di partenza anche per chi vuole cambiare ruolo e iniziare una diversa carriera, raggiungendo posizioni di rilievo nelle aziende dove la MA lavora. Ottenuta la certificazione di III livello la MA avrà acquisito tali e tante competenze da essere in grado anche di avviare una sua attività indipendente nell’ambito che avrà voluto approfondire.

 

 

 

 
 
 

 

From Assistant to CEO


Executive Secretary Magazine
The essential training resource for senior
and aspiring administrative professionals


Have you been in a situation where everything seems to be going well? Then BAM! The balance is upset and you have to face a change. How do you deal with it?
Imagine a scenario where your job has disappeared.
Although the process will be the same in any situation, this is the moment when you need to stop, take a step back and look at the bigger picture. What is the worse that could happen? Is it life threatening? It may feel as though it is at that particular moment but it probably isn’t.
It may well be challenging but you have met challenges before and know you can overcome it.
If you have been prudent you will have been putting some money into savings for just this sort of situation, or you may get a redundancy rockclimbing in the summer. The Arctic Leadership Challenges are my legacy.
I set it up so that it can be run by my children in the future and it will provide another revenue stream for them, or they can sell it to someone else.
About the author:
Rona Cant is an explorer, international speaker and author. Once an unexceptional, middle-aged single parent she became a round-the-world yachts woman by competing in the BT Global Challenge Round the World Yacht Race (the toughest yacht race in the world). For the last 10 years she has been putting together programmes on leadership and teamwork, and motivating businesses and individuals to get out of their comfort zone and reach their potential based on the lessons learnt on her expeditions. Her second book, Snow, Sleds & Silence – the Story of the Nordkapp Expedition describes the ups and downs of her epic adventure on this trail, which lead her to establish Arctic Leadership Challenges Ltd, which offers experiential training inside the Arctic Circle for individuals and teams.
 
 

mercoledì 30 gennaio 2013

5 suggerimenti per la gestione dei colleghi disturbatori


GRRRR! Questo collega continua a farvi impazzire? Lo conoscete ormai molto bene, ogni interazione vi lascia esaurite e infastidite. Riesce a fare cose che semplicemente vi fanno uscire di testa e vi lasciano incavolata per il resto della giornata. Un collega irritante può fare qualsiasi cosa, interrompervi continuamente, chiedervi di fare cose che non vi competono e anche arrivare a dire cose sgradevoli su di voi se fate quello che vi ha chiesto. La gamma di comportamenti può essere molto variegata.
Come si fa a trattare con qualcuno in modo da non rovinare del tutto ogni giorno di lavoro?
Ecco alcuni consigli per aiutarvi in questa situazione:

1. Fatevene una ragione, non ce l’ha con voi

Anche se vi può sembrare che il collega ce l’abbia con voi, la maggior parte delle volte il suo comportamento deriva da come si sente e dai suo problemi personali, che malauguratamente non sa gestire e riversa su di voi. Provate a non farne una questione personale. Non potete sapere quello che sta passando e concedere, ogni tanto, il beneficio del dubbio, fa bene all’anima.

2. Se insiste, evitatelo!

Riflettendoci un po’ su, sareste sorprese di come sia facile ridurre la quantità e la frequenza delle vostre interazioni con il collega molesto. Quando si presenta nel vostro ufficio, mostratevi troppo occupate per interrompere quello che state facendo per il capo, probabilmente di fronte alla parola “capo” desisterà. Chiedetegli di mandarvi una e-mail o di lasciare un post-it con la sua richiesta. Quando si riduce, in modo educato e cortese, l'interazione con qualcuno con cui non si ha un buon rapporto, spesso succede che l'interazione migliori.
Di certo anche lui ha percepito di non essere nelle vostre grazie e quindi rendendo meno frequenti i contatti diretti e lasciando a voi il tempo e il modo di gestire le sue richieste, entrambi ne trarrete giovamento.
Meno contatto = meno possibilità di irritarsi.

3. Cercate di scoprire che cosa vi disturba veramente in lui

Posto il fatto che non potete sapere perché vi disturba così frequentemente e senza apparente logica ragione, forse è meglio capire quali comportamenti specifici vi fanno perdere il controllo. Una volta mi è capitata un’esperienza con un collega che arrivava continuamente con ogni tipo di richieste, mi faceva perdere un sacco di tempo e non mi lasciava in pace neanche durante la pausa, perseguitandomi anche in mensa. Alla fine ho capito che non aveva ben capito quale fosse il mio lavoro e in modo particolare il mio ruolo rispetto al suo, dato che veniva da un’altra azienda, dove l’assistente aveva compiti diversi dai miei. Dopo averlo scoperto ho sviluppato un piano per ridurre il suo impatto su di me, che è partito dal presupposto che con molta tranquillità gli ho spiegato il mio ruolo e i miei compiti e alla fine gli ho detto che, terminate le cose che mi erano state assegnate, nel caso mi fosse rimasto tempo, sarei stata disponibile ad aiutarlo.

Non si può risolvere un problema finché non si sa esattamente di cosa si tratta.

4. Pensate a un piano strategico

Potrebbe però andarvi male e, anche con la riduzione del contatto, le interazioni continuare ad essere motivo di fastidio. A questo punto avrete bisogno di mettere insieme un piano strategico più “sottile” per migliorare le cose.
Prima di tutto fatevi un esame: potete cambiare qualcosa nel vostro atteggiamento che magari indispone il collega e lo incita a continuare nel comportamente molesto. Potete cambiare il modo in cui gli rispondete? Riuscite a controllare o almeno a ritardare la vostra reazione in modo da avere le idee più chiare, la mente sgombra così da poter capire come rispondere in modo più efficace? State facendo qualcosa che fa sì che il collega continui ad agire in un certo modo?
Certo che sì. Potete controllare ciò che fate, quindi, in primo luogo è meglio guardare a voi stesse.
Ovviamente, non potrete evitare di entrare in contatto con lui e non vi è possibile controllare il modo in cui agisce e reagisce, quindi cercate voi di minimizzare e contenere i danni. Dovete smettere di pensare a voi come vittime e agire come persone responsabili e competenti in grado di gestire anche le situazioni più difficili.

5. Dimostrate la vostra professionalità

Non importa il modo in cui il collega può agire verso di voi, dovete mantenere un approccio professionale e imparare a trattare e gestire correttamente anche i colleghi difficili. Questo significa che non dovete fare accuse, dare la colpa ad altri, o farvi compatire. Dovete rimanere concentrate sul vostro comportamento e assumere il corretto atteggiamento. Dovete essere pronte, capaci e preparate. Non fatevi cogliere impreparate, guadagnatevi il suo rispetto e la vostra professionalità sarò il vostro migliore alleato nel conquistarvi la sua fiducia. Quando interagite con lui, cercate di diminuire al minimo i motivi di contrasto per risparmiarvi eventuali reazioni negative che possono causarvi imbarazzo in pubblico.

Il vostro percorso di carriera non è semplice e diritto. Sarebbe bello pensare che dopo che vi hanno assunte in azienda e voi sapete di far bene il vostro lavoro, possiate avere la certezza di non avere problemi, di ottenere riconoscimenti e aumenti di stipendio.
Le relazioni con i colleghi che vi stanno intorno sono importanti tanto quanto il vostro effettivo rendimento, quindi ragionate, pensate in modo strategico e progettate il modo migliore per vivere al meglio la vostra giornata di lavoro.