sabato 19 gennaio 2013

Donne: come mai non ci sono? di Chiara Lupi


In tutti i miei ragionamenti parto da me stessa, giusto per confrontarmi con un’esperienza che conosco bene, e quindi dal mio essere madre, nello specifico di due adolescenti con gli ormoni impazziti. Elemento questo che aggiunge complessità alla complessità.

Se ci domandiamo come mai le donne non ci sono, come mai partecipano al mondo del lavoro in percentuale minore rispetto agli altri paesi europei, partiamo con il considerare che, soprattutto all’inizio della loro carriera guadagnano poco e, se ci sono figli, l’assenza della madre va compensata con un investimento economico non irrilevante.
Ecco che molte donne sono portate dalla famiglia a rinunciare o sono calate in un contesto culturale che le porta alla rinuncia. O quantomeno a un sottodimensionamento delle loro capacità.
Non per nulla il lavoro più ambito da parte dei mariti (e qui, sottolineo, mi riferisco alla mia generazione, e cioè alle donne nate tra la fine degli anni ’50 e la metà degli anni ’60), era il lavoro dell’insegnante, mezza giornata a scuola e tre mesi di vacanza d’estate.
 
Con questo voglio dire che molte donne oggi non sono ai vertici delle organizzazioni perché non ci hanno nemmeno provato, han fatto altro.
Quelle che dal canto loro han deciso di uscire allo scoperto, diciamo così, e di cimentarsi nella professione che hanno scelto non è che hanno vita facile, perché tutto ciò che riguarda il lavoro femminile porta con sé un elevato grado di complessità, perché ci si alza la mattina ma non si sa mai cosa può capitare…
Ed è proprio questa insicurezza che riguarda la gestione del quotidiano che fa percepire la donna agli occhi dell’organizzazione come un soggetto più debole. Non ci dobbiamo dimenticare che, ancora oggi, la nostra presenza in ufficio è subordinata a una serie davvero sconfinata di variabili: la baby sitter con il mal di pancia, lo sciopero dei mezzi che non le consente di arrivare, al fatto che se è la nonna a curare il bimbo deve essere in buona salute, a scuola non devono far sciopero e i bambini devono essere malati. I bambini, perché le mamme, è un dato di fatto, si ammalano molto meno.
Per questo dico, con ironia, che ci vorrebbe una moglie.
 
Il senso è che se c’è una famiglia e ci sono due persone che sono impegnate nella professione che hanno scelto, tutto il lavoro di assistenza, di cura, che guarda caso sono poi tutti sostantivi femminili, e ci sarà un perché, non deve essere responsabilità delle donne ma dovrebbe essere una responsabilità che travalica i generi e che tutti e due i genitori si accollano. In moltissimi casi è così, tant’è che nei miei scritti riporto storie positive in questo senso. Ma per molte di noi questa responsabilità non è stata affatto condivisa. Come dicevo prima, molte di noi si sono confrontate con uomini lontanissimi da questa idea di condivisione delle responsabilità.
In questo ragionamento sul lavoro femminile mi sono confrontata con tante donne che mi hanno raccontato la loro esperienza e mi sono voluta anche confrontare con tanti uomini e ho riportato le loro testimonianze.
Uomini che guidano le organizzazioni ma anche uomini più giovani.
Ma attenzione, non è di un ‘marito-moglie’, che abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di qualcuno che condivida il nostro percorso di crescita, personale e professionale. Molte di noi possono contare su questo tipo di sostegno. Molte altre no, altrimenti il dibattito sul lavoro femminile non sarebbe tanto acceso.
Anzi, secondo me, è proprio dell’aiuto degli uomini che abbiamo bisogno.
Proviamo allora a immaginare un futuro diverso, dove troveremo una donna o un uomo indifferentemente in ogni poltrona.
Ma proprio per questo il destino di tutti si potrà migliorare, perché in ogni ambito avremo la certezza di poter contare sul doppio sguardo, maschile e femminile.
Molto si è ipotizzato sul fatto che se in finanza ci fossero state più donne forse molti disastri si sarebbero potuti evitare.
Ma veniamo alla cronaca.
La riforma del lavoro comprende il tanto contestato congedo di paternità.
Qualche giornata obbligatoria per sfatare il mito che la maternità sia una faccenda che riguarda solo le donne.
Certo che la maternità riguarda le donne in modo prevalente ma da qualche parte bisogna cominciare.
Un po’ come le quote rosa, invise ai (alle) più, di fatto sono l’unico strumento per scardinare un sistema che tiene fuori le donne dalle stanze che contano.
E Il senso del congedo di paternità è proprio questo: gli ambiti in cui si fa da soli non hanno più senso. Abbiamo bisogno l’una dell’altro, abbiamo bisogno di ragionare in un’ottica di collaborazione e non di separazione.
Abbiamo bisogno di fidarci di più, a casa e in azienda.
 
Chiara Lupi
 

giovedì 17 gennaio 2013

7 suggerimenti per diventare un buon leader


Diventare un leader sul posto di lavoro può essere una sfida.

Sapete di poter essere un buon leader, ma spesso non siete ufficialmente legittimate.

Quindi, come si fa ad essere riconosciute come leader?
Ci sono molti modi e qui di seguito ne elenco alcuni.

Utilizzate questi suggerimenti se volete diventare un leader autorevole e non autoritario!  

Prendetevi le vostre responsabilità

Se volete diventare un leader al lavoro, dovete imparare ad assumervi la responsabilità di tutto ciò che porta le vostre “impronte digitali”.
Ciò significa che, dall’inizio di qualsiasi progetto in cui siete coinvolte, dovete sapere che potreste essere premiate per il successo, ma anche coinvolte nel suo fallimento.
Essere leader signfica imparare ad assumersi la responsabilità non solo in caso di successo, ma anche e specialmente, in caso di fallimento.
 
Ammettere i propri errori – a tutti succede di sbagliare – vi aiuta a crescere ad imparare dai vostri errori.

Credete nel win-win

Una marea che sale solleva tutte le barche è la teoria che sottende all’idea del win-win ed è una validissima teoria.
E’ proprio perché pensate che il mondo del lavoro sia un campo di battaglia, che avete bisogno di essere super attente a tutto e a tutti  e dovete imparare a “gestire” situazioni difficili per sopravvivere, ma non è detto che dobbiate comportarvi come tutti gli altri.
In realtà, potete dare il vostro contributo per cambiare le cose.

Se volete essere un buon leader, dovete credere, come leader, di poter cambiare il mondo.
 
Spingetevi al limite

Provate cose nuove, rischiate mettendovi in gioco.
 
Offritevi di fare le cose che possono mettervi in buona luce con il capo e con i colleghi - che cosa avete da perdere?
 
Un leader corre dei rischi.

I leader non hanno paura di fare ciò in cui credono.
Per essere un leader sul posto di lavoro, è necessario sapere che dovrete fare cose in più e cose che gli altri non vogliono fare, per dimostrare di essere eccezionali.

Scrivetelo, fatelo

Questo mondo è pieno di persone che parlano troppo e non fanno abbastanza.

Se volete essere leader, pianificate una strategia e agite.
Se vi vengono in mente nuove idee, suggerimenti e/o soluzioni a problemi, scriveteli, non importa se non avete ancora ben chiaro come svilupparli.
 
Se non li scrivete, vi possono sfuggire nel caos quotidiano e finire nel dimenticatoio facendo così perdere ogni traccia.

Imparate a cogliere tutte le opportunità

Non c'è bisogno di creare o inventare opportunità per mettere in evidenza le vostre doti di leader.

Le opportunità sono ovunque.

È necessario essere consapevoli che ci sono e coglierle al momento giusto.
 
Siate aperte

Siate aperte alle critiche, altrimenti non potete crescere e migliorare.

Che cosa significa? Se accettate i feedback, sia positivi che negativi, confermate i vostri punti di forza e capite meglio quali sono le aree di miglioramento e dal parere degli altri potete trarre degli insegnamenti, così come potete apprendere dall’esperienza di persone più preparate ed intelligenti di voi che vi offorno i loro consigli.
Questo è quello che ha bisogno di un leader - un feedback costante.

Avete bisogno di feedback continui per essere un leader, altrimenti senza confronto non potrete mai sapere se e quanto state migliorando.

Date, date, date

È così che si comincia. Date sempre il massimo che potete.
Offrite agli altri tutto quello che avete: idee, pensieri, progetti.
 
Ma quando si si è così disponibili a dare, bisogna imparare anche a prendere, in caso contrario ci si esaurisce in breve tempo.
 
Da dove vengono le nuove idee, le energie che ci possono sostenere?

Da chi ci sta inotrno e ci apprezza, offrendoci il suo supporto e anche da persone da cui non ve lo sareste mai aspettato.
Più date più vi torna indietro e vi sentirete più ricche.

Queste sono le sette azioni per posizionarsi come leader sul posto di lavoro.

Volete essere un leader al lavoro? Provateci!

 

 

Come posso chiedere un aumento di stipendio al mio capo?


Come si fa a trovare il momento giusto per chiedere un aumento di stipendio al proprio capo? Non è facile inserirgli in agenda un appuntamento con noi, non ci prenderà mai sul serio, e ce lo farà rimandare all’infinito e, nel caso riuscissimo a prenderlo “di sorpresa” in un raro momento di calma, è molto facile che ci liquidi con una battuta, senza lasciarci possibilità di replica.

Nonostante, a parole, ci dica spesso quanto siamo brave nel nostro lavoro, le sue lodi non si concretizzano mai in qualcosa che possiamo trovare in busta paga a fine mese.

Il fatto che il vostro capo non vi prende sul serio, può significare due cose:

·         la vostra azienda non si può permettere di darvi un aumento di stipendio e lui non sa come dirvelo

·         il vostro capo non vuole darvi un aumento d stipendio e teme la vostra reazione

Oppure, può semplicemente essere il solito vecchio trucco: "Perché fare oggi quello che puoi rimandare a domani?" Un manager miope può trovare utile questa logica, soprattutto se deve ridurre il budget e dimostrare di sapere gestire bene i soldi della sua divisione.

Qualunque sia la ragione per cui ti sta evitando, vorrei suggerirvi di trovare un modo per chiedere un incontro, e chiedere a lui in particolare ciò che è necessario che voi facciate per ottenere un aumento di stipendio. Qualcosa tipo: "Per favore, possiamo mappare le mie competenze e quello che faccio per definire ciò che vuole che io faccia in più o di diverso, in modo che possa ottenere un aumento? E 'importante per me continuare a migliorare sia professionalmente, ma anche economicamente. Le sarei grata per se mi desse un onesto feedback sulle mie capacità.

Se dovesse fare una battuta cercando di cavarsela, buttandola sullo scherzo, allora dovete essere pronte.

Supponiamo che faccia una battuta circa la vostra richiesta. Dovete essere pronte a riportarlo all’ordine ... dolcemente. Qualcosa come: "Lo so che le piace scherzare, ed è una delle cose che la rende molto simpatico, ma posso chiederle, come favore personale, di essere serio per un minuto?" Si tratta di una cosa molto importante per me."

Poi, una volta che entrate nel pieno della negoziazione, resistete alla tentazione di spiegare perché avete bisogno di soldi, non date l'impressione di supplicarlo come u’accattona lamentandovi dei vostri problemi finanziari, che di sicuro non gli interessano. Piuttosto chiedetegli: "Che cosa devo fare?" Domanda che lo fa sentire importante e mette lui al centro della discussione e non i vostri bisogni, spingendolo a darvi una risposta credibile pur lasciandogli credere di avere lui il controllo della situazione.

Questa è la migliore tattica per chiedere al vostro capo un aumento.

Provate!

mercoledì 16 gennaio 2013

La gestione del "capo da incubo" - consigli spiccioli per la sopravvivenza


Sono certa che tutti abbiamo sperimentato un 'capo da incubo' in un modo o nell'altro. Che si tratti di personaggi a “elevata manutenzione”, o sullo stile de "Il diavolo veste Prada", o eccentrici, inaffidabili e sempre in ritardo per le riunioni, tutti riescono ugualmente a farci arrabbiare.
 
Ma ci sono alcune cose che potete fare per mantenere la calma - e la vostra sanità mentale.

Mantenete la calma
Qualunque cosa succeda, non importa quanto sia stato terribilmente fastidioso il vostro capo, o qualsiasi altra cosa ridicola e assurda vi abbia chiesto di fare, non - ripeto NON - perdete la calma di fronte a lui. Se quello che vi ha chiesto è veramente inaccettabile, allontanatevi per qualche momento, raccogliete le idee e tornate a parlare con lui quando la piccola vena sulla vostra fronte avrà smesso di pulsare.
Se affrontate il problema sul momento, potreste facilmente dire qualcosa di cui sicuramente vi pentirete in seguito.
Lui può essere arrogante, orrendo, pigro, un idiota sessista - o Lei può essere un’intrigante, frivola e viziata carogna (o viceversa, naturalmente), ma il dirglielo non vi porterà nessun vantaggio.

Prendete nota
Può essere che non siate d’accordo con questa mia affermazione, ma io sono quasi sicura che  il vostro capo non immagina neanche lontanamente quanto voi lo detestiate.
Se il numero di attività ridicole è diventato troppo da sopportare, annotate tutto quello che vi ha chiesto e fate un elenco dei compiti da svolgere, sopponeteglielo per capire quali sono le priorità e vedete che faccia fa.
Può essere che vedendo tutto scritto, nero su bianco, sia folgorato dalla vergogna e la smetta. Oppure no.

L'arte della visualizzazione
So che è difficile a volte, ma bisogna ricordare una cosa fondamentale: si lavora per vivere - non il contrario.
Dopo una giornata particolarmente brutta, mi piace riflettere su cosa potrei comprare con i soldi che ho guadagnato.
Utilizzo la pratica della visualizzazione per immaginare cosa potrei fare di bello con il mio stipendio a fronte di quello che è successo di poco piacevole durante la giornata. Immaginate quello che volete una meravigliosa vacanza, una nuova borsa oppure una rata in meno del mutuo della casa!

Fate buon viso a cattivo gioco
E infine, se il vostro capo è una di quelle persone che sanno benissimo di rendere la vostra vita un inferno e sembrano trarre un grande piacere nel vedervi contorcere: non dategli corda
Sorridete dolcemente ad ogni sua richiesta e non fategli vedere che vi ha fatto arrabbiare.
Diventerà verde di rabbia e probabilmente non smetterà, ma volete mettere la vostra soddisfazione?

 

Propositi per il nuovo anno

Il nuovo anno è il momento perfetto per iniziare o cambiare o reindirizzare la vostra carriera nella direzione giusta per voi. Se un aumento di stipendio, una promozione o una nuova carriera sono tra i vostri propositi professionali, i seguenti suggerimenti possono essere utili nella tua ricerca per il 2013!

1. Definite gli obiettivi di carriera

Immaginate il lavoro dei vostri sogni e lavorate in quella direzione. Decidete cosa dovete fare per arrivarci e stabilite una precisa strategia perchè accada. È possibile che i vostri sogni diventino realtà, basta crederci!

2. Siate attente e presenti

Assicuratevi che ogni giorno sia un'opportunità di apprendimento. Che si tratti di una lettura sugli sviluppi del settore della vostra azienda o una nuova procedura da imparare, ricordate che non basta fare bene le stesse cose tutti i giorni, ma è necessario crescere e imparare ogni giorno.

3. Aumentate le competenze

Non è sufficiente sapere quali sono i vostri punti di forza, ma è necessario sviluppare le aree di cui si percepisce la debolezza. Una debolezza può sempre essere trasformato in un punto di forza! Mantenete il vostro curriculum vitae aggiornato in modo che sia pronto per quando sarete alla ricerca di una nuova opportunità. Assicuratevi che il vostro CV rifletta la pianificazione, lo sviluppo strategico e il percorso che avete fatto e che sia lo strumento perfetto verso una carriera più soddisfacente.

4. Organizzate lo spazio di lavoro personale

Questo vi renderà la vita molto più semplice e molto più efficiente! Assicuratevi di saper gestire le priorità correttamente e organizzate il vostro lavoro su base giornaliera. Troppo tempo è speso per cose che vi tengono occupate ma non sono una priorità e vi impediscono di usare il vostro tempo nel modo più vantaggioso. Se saprete organizzarvi ne raccoglierete i frutti!

5. Siate proattive

Partecipare a tutte le opportunità di formazione e di sviluppo professionale che vi vengono offerti. Prendete nota di tutte le aree in cui desiderate progredire e approfittate di qualsiasi possibilità di migliorare professionalmente nel vostro ambito di lavoro. Inoltre, non pensate che il vostro sviluppo professionale possa avvenire solo sul posto di lavoro. Sviluppate interessi al di fuori del lavoro e cercate di conoscere altre persone che condividono le vostre area di interesse e che, come voi, desiderano mettersi in gioco.

6. Siate pazienti

Siate consapevoli del fatto che il lavoro dei vostri sogni non vi verrà a cercare. Lavorate costantemente e con pazienza per ottenere quello che desiderate, sfruttando al meglio ogni situazione imparando da ogni esperienza, sia essa positiva o negativa.

7. Il network

Si dice spesso che non è ciò che sai, ma chi conosci. Questo sottolinea l'importanza di stabilire contatti, mantenendo i rapporti con colleghi, professionisti, amici e familiari. Attraverso di loro potete venire a conoscenza di opportunità che altrimenti perdereste. Ricordatevi quindi di mantenere il vostro profilo Linkedin aggiornato.

8. Lasciate un lavoro che vi fa stare male!

Fate attenzione ai segnali che indicano che non è al posto giusto per voi. Se ogni mattina è un lavoro di routine e noioso o un vero e proprio sforzo alzarsi dal letto per andare al lavoro, dovreste iniziare a fare progetti di fuga! Tenete gli occhi aperti e siate pronte per altre opportunità, non lasciatevi scoraggiare dal mercato lavoro in crisi, prima o poi l’occasione giusta capita!

9. Siate disposte a correre rischi

Se l'occasione arriva, non lasciatevela scappare! Non lasciate che inibizioni e paure vi blocchino, provate nuove cose, iscrivetevi ad una associazione professionale, partecipate ad attività che non avete fatto prima. Non solo imparerete cose nuove, ma sarete notate per la vosta intraprendenza e voglia di imparare.

10. Be Happy

Siate serene e apparirete belle! Assicuratevi di avere abbastanza tempo per voi stesse, per i vostri hobby e assicuratevi di riposare abbastanza. In questo modo sarete in forma smagliante al lavoro. Inoltre, siate sempre curate e ben vestite. Ricordate che anche l’immagine ha importanza in un ambiente professionale.

Prendete nota degli obiettivi che desiderate raggiungere nel 2013. Siate responsabili del vostro percorso di crescita e tenete traccia di come sta andando.
Entro la fine dell'anno assicuratevi di aver raggiunto, almeno in buona parte, ciò che avete deciso deciso di fare professionalmente. Non aspettate che le cose accadano, cercate di realizzarle e guardate tutto come un'opportunità. Buona fortuna!.

lunedì 14 gennaio 2013

La I newsletter del 2013 dedicata a Roma

logo MACSE Italia
Carissime Colleghe,

vorrei presentarvi MACSE Italia, l'unica Associazione di categoria attiva in Italia, dedicata a tutte le Manager Assistant.

Siamo nate a Milano nel 2010 ma vogliamo esserci in tutta Italia ed è per questo motivo che insieme a Francesca Romana Ferola, che sarà il vostro punto di riferimento nella splendida città dove vivete, abbiamo deciso che è il momento di coinvolgere tutte le assistenti di Roma più attivamente, proponendo una serie di incontri che, siamo certe, saranno di vostro interesse
Mariachiara Novati
Per questo motivo siete tutte invitate ad intervenire all'ApeMACSE del 15 febbraio 2013 durante il quale vi faremo conoscere in dettaglio tutti i nostri progetti. Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it

Nel frattempo, per darvi un'idea precisa del perché ci siamo impegnate in questa avventura ricca di sfide e opportunità, ecco i principali obiettivi dell'Associazione:
  • Proporsi come supporto efficace ed efficiente alle MA e come realtà effettiva per mezzo della quale confrontarsi per risolvere e sviluppare tematiche utili per la propria professione nelle aziende dove lavorano
  • Mettere in evidenza i problemi, le esigenze e le opinioni delle iscritte e aiutarle, tramite contatti con le istituzioni pubbliche e private, a far comprendere appieno il ruolo delle MA nelle aziende, diffondendo l'idea della professionalità associata a questa figura il cui ruolo è sempre più manageriale
  • Facilitare la partecipazione all'attività dell'Associazione, garantendo gli scambi di conoscenze ed esperienze tra le iscritte, tramite incontri di networking e il Congresso Nazionale
  • Offrire conoscenze utili alle associate tramite formazione mirata e la possibilità di accedere a interessanti gruppi di discussione su LinkedIn (Gruppo: Manager Assistant Career & Skills Empowerment) e un blog dedicato
  • Impegnarsi a mantenere elevato il livello di conoscenza ed offrire opportunità di formazione ed aggiornamento professionale (Programmi di Mentoring e di Knowledge Sharing)
  • Aumentare la qualità e la quantità dei servizi, resi a fronte della quota associativa
Mariachiara Novati
Presidente
MACSE Italia
Assistenti: futuro e coscienza di sé
Carissime Colleghe,
all'oggi il ruolo di Assistente di Direzione riveste sempre di più un compito rilevante nel funzionamento aziendale in quanto essa svolge sia attività di diretto supporto al management, sia attività specialistiche connesse con i processi e funzioni aziendali. A fronte della complessità di questo ruolo non esiste una specificità di percorsi formativi post laurea funzionali al profilo professionale. Né tanto meno si possono prendere in considerazione manuali della perfetta Segretaria.
Anche le innovazioni tecnologiche hanno via via cambiato il ruolo dell'Assistente, sia che venga inteso nella forma più tradizionale di gestione dell'agenda manageriale, sia che abbia il compito di PA, EA, Office Manager, Project manager o di Event Manager.
Francesca Romana FerolaLe Assistenti si occupano sempre meno di amministrazione e sempre più di project work, networking e organizzazione di eventi. In una Società sono spesso detentrici di conoscenze fondamentali e multitasking. In molti casi la relazione professionale con il proprio boss assomiglia sempre più ad una vera e propria partnership. Infatti i loro pensieri, idee e suggerimenti vengono valutati e accolti direttamente dal boss.
Nel corso degli anni il ruolo di Assistente è cambiato di pari passo con l'ambiente di lavoro in cui opera e questo è stato possibile: perché Noi siamo cresciute con il nostro lavoro.
Tutte Noi nella nostra carriera avremo assistito più di un manager, cambiato ruolo – magari prima venivamo chiamate Segretarie poi PA – ci siamo adattate ai cambiamenti, alle nuove tecnologie, a nuovi staff e … il ruolo dell'Assistente o Segretaria di
Direzione, PA, EA, o come dir si voglia, è ancora e sarà sempre fondamentale nelle aziende.
Nell'Alto Medioevo l'anonimato di molte opere (opere di amor cortese ad es.) era dovuto al fatto che gli intellettuali e gli scrittori ancora non avevano coscienza di sé; cosa che accadde solo tra il XII e il XIV sec.

Così Noi, Assistenti, oggi dovremmo renderci conto che in realtà il nostro ruolo è manageriale piuttosto che amministrativo o di staff.
A dimostrazione di questo fatto c'è che il compito che svolgiamo, come sopradetto, ce lo costruiamo Noi stesse ogni giorno, perchè in Italia non esistono percorsi formativi accademici che possano preparare a ricoprire questo ruolo, dinamico ed evolutivo nel tempo, talmente ricco di sfaccettature che si rende necessario un continuo e costante aggiornamento professionale per rimanere al passo con i tempi.
Il futuro delle Assistenti è nelle nostre mani e se continueremo ad imparare, raggiungere gli obiettivi, abbracciare ed adattarci ai cambiamenti, potremo essere e diventare ciò che desideriamo essere.
Francesca Romana Ferola
Responsabile Sezione di Roma
MACSE Italia
Calendario formativo gennaio – giugno 2013 - Sezione di Roma
15-Feb-2013ApeMACSE: Presentazione Ufficiale Associazione MACSE Italia
MACSE ItaliaPresso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: 16 euro
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it
28-Feb-2013ApeMACSE: Comunicazione efficace – Primo incontroProgramma
Presso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: associate 16 euro, ospiti 20 euro
Speaker: Luciano Ricci
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it
21-Mar-2013ApeMACSE: Comunicazione efficace – Secondo incontroProgramma
Presso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: associate 16 euro, ospiti 20 euro
Speaker: Luciano Ricci
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it
11-Apr-2013ApeMACSE: Come creare relazioni interpersonali solide e durature nel tempoProgramma
Presso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: associate 16 euro, ospiti 20 euro
Speaker: Luciano Ricci
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it
09-Mag-2013ApeMACSE: Gestione del cambiamento - Primo incontroProgramma
Presso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: associate 16 euro, ospiti 20 euro
Speaker: Luciano Ricci
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it
23-Mag-2013ApeMACSE: Gestione del cambiamento - Secondo incontroProgramma
Presso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: associate 16 euro, ospiti 20 euro
Speaker: Luciano Ricci
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it
13-Giu-2013ApeMACSE: NegoziazioneProgramma
Presso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: associate 16 euro, ospiti 20 euro
Speaker: Ilaria Salonna
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it
27-Giu-2013ApeMACSE: Gestione delle necessità, esigenze latenti e delle criticitàProgramma
Presso Sky Bar - metro A fermata San Giovanni, ultimo piano Palazzo Coin, Roma
dalle 18.30 alle 20.30
Costo: associate 16 euro, ospiti 20 euro
Speaker: Francesca R. Ferola
Per iscrizioni: aperitivo.roma@macseitalia.it

MACSE Italia: iscrizioni aperte per il 2013: ecco i vantaggi

Vantaggi offerti per il 2013
1. Quota associativa associativa annuale per il 2013 di soli 60 euro.

2. Il costo è di 60 euro a corso

3. Pacchetto offerta quota + formazione
Chi si iscrive entro il 31 gennaio 2013 e paga la quota e due corsi insieme potrà usufruire dell'offerta: quota 2013 + 2 corsi = 150 euro.

4. Offerta a chi è senza lavoro
A chi è senza lavoro MACSE Italia offre la possibilità di partecipare a tutte le attività formative pagando una quota forfettaria annuale di 100 euro.

QUI TUTTI I VANTAGGI: http://www.macseitalia.it/newsletter/newsletter_2012.asp

CALENDARIO 2013

http://www.macseitalia.it/training/calendar.asp
 
Oltre a quanto scritto sopra, MACSE Italia vi offre anche

* Le convenzioni, http://www.macseitalia.it/whos/associated/agreements.asp

* I programmi di Mentoring ed il Knowledge Sharing,

* La possibilità di leggere gratuitamente la rivista Executive Secretary Magazine

* "Scrivania Amica" cioè un servizio via mail per risolvere problemi e rispondere a quesiti. A tal fine è stata attivata la casella postale scrivania.amica@macseitalia.it

* Il supporto per la redazione o la riscrittura del proprio CV

* Un'intervista della durata di un'ora per imparare a sostenere un colloquio di lavoro

* Una libreria di articoli e template che andrà ad arricchire la documentazione redatta nel programma di Knowledge Sharing, già a disposizione delle associate nell'area riservata del sito
 
* Una BORSA DI STUDIO per colleghe che desiderino farne richiesta che consentirà alla vincitrice di partecipare gratuitamente per un semestre ai corsi dell'associazione.
Per concorrere è necessario presentare una lettera di motivazione alla mail mariachiara.novati@macseitalia.it